ELEZIONI EUROPEE UNIONE EUROPEA

Consiglio europeo delle donne, è tempo di cambiare

Francesca Marinaro
Scritto da

Candidature femminili per la presidenza della Commissione europea, rispetto dell’uguaglianza di genere nei programmi e nelle liste elettorali per le europee, il protagonismo delle donne come tratto distintivo della loro identità: queste le conclusioni del secondo Consiglio europeo delle donne (Weuco) che si è tenuto il 10 ottobre scorso a Bruxelles. All’incontro, organizzato dall’Alleanza europea delle Donne (Ewa), erano presenti donne dai mondi della politica, dei media e dell’industria e anche qualche uomo. La ricca discussione si è concentrata sui tanti aspetti della vita delle donne nel mondo contemporaneo e sulle molteplici difficoltà che esse incontrano; dalla presenza delle donne nel processo decisionale europeo, al “gender gap” nel lavoro, e alla cura familiare.

Guardando ai dati risulta che nessuna donna è stata presidente della Commissione europea, del Consiglio dei Ministri, della Banca centrale europea o dell’Euro-gruppo, e solo 8 dei 28 commissari attuali sono donne. Mentre negli Stati aderenti all’Ue le ministre sono il 27% (e con portafogli “soft”), le deputate europee sono il 36%, nei consigli esecutivi delle banche le donne sono il 19%, nelle aziende più grandi la presenza femminile arriva al 22%, e nel mondo dell’industria le imprenditrici donne si attestano a un 30%.

Dati difficili da digerire che spingono le relatrici a dire che “il tempo delle chiacchiere è finito”, e che soprattutto “è finito il tempo delle chiacchiere ornate di belle parole, all’insegna del politicamente corretto….deve finire l’epoca degli “Yes Sir”, detti per ottenere briciole di potere o fette di torta da qualche mano maschile “paterna” e compiacente o magari galante”. L’appello finale alle donne in vista della prossima scadenza elettorale europea è quello di far sentire la loro voce e mettere in campo tutta la loro forza e le loro capacità “per cambiare l’Unione europea nel bene loro, delle loro figlie e dei loro figli”.

#WEUCO

Content not available.
Please allow cookies by clicking Accept on the banner

Chi ha scritto questo post

Francesca Marinaro

Francesca Marinaro

Amo definirmi un’italo-belga; figlia di emigrati italiani in Belgio, negli anni ’60 ho studiato e vissuto a Bruxelles fino al 1991. L’impegno politico prima nel Pci e dopo nel Pd a sostegno dell’integrazione europea è stato per me il modo migliore per approfondire e portare a sintesi questa mia doppia appartenenza culturale. Sono stata particolarmente attiva nei movimenti europei a sostegno dei diritti delle immigrate e degli immigrati. Nella mia esperienza politica e istituzionale - parlamentare europea nel 1984 e senatrice nel 2008 - “l’Europa delle donne e delle persone” è sempre stato un terreno privilegiato d’impegno e di elaborazione. L’ho fatto e continuo a sostenerlo con lo spirito di chi vuole dare una mano, unendo quel che si può e si deve cercare d’unire per dare forma e consistenza a una società a dimensione di uomini e donne.

Commenta

Questo Sito utilizza cookies per migliorare la tua esperienza. Proseguendo nella navigazione acconsentirai al loro utilizzo. Scopri di più

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi