BATTAGLIE SUCCEDE

La novità provvidenziale della politica

Cristina Comencini
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Le donne si muovono e smuovono le elezioni americane. Poche, meno di dieci, mettono in piazza una folla a Roma contro il degrado della città, riempiono la piazza a Torino per lo sviluppo. Qualche giornale, qualche giornalista, lo segnala, appaiono foto di donne sorridenti, felici e vincenti, ma solo alcuni di loro mettono veramente le donne al centro di queste vittorie. Solo qualche editorialista dice quello che tutte noi pensiamo: le donne, non quelle nominate dagli uomini, ma quelle che fanno rete tra loro, si candidano usando la propria forza, organizzano in poche grandi manifestazioni, sono una novità provvidenziale della politica.

A patto che siano loro a scegliersi e a scegliere il programma da portare avanti o il modo di manifestare. Le donne non possono vincere da sole e non rappresentano un vero cambiamento se vengono nominate e scelte da uomini per fare quota. Prima o poi diventeranno subalterne a una politica che non le comprende, che non le considera, e dimenticheranno la forza collettiva che le ha portate là dove sono. Questo lo abbiamo imparato dalla nostra storia  e le vittorie di questi ultimi mesi, nelle elezioni americane e in alcune piazze italiane, lo confermano e ci fanno intravedere la strada da prendere. 

 

Chi ha scritto questo post

Cristina Comencini

Cristina Comencini

Scrivo libri e dirigo film. Negli anni settanta ho partecipato al movimento femminista. Ero diventata madre giovanissima e la relazione con altre donne mi ha aiutato a capire me stessa, la mia vita. Abbiamo concepito e scritto l’appello del 13 febbraio 2011 perché pensavamo che era arrivato il tempo di rimetterci a lavorare tutte insieme intorno a un progetto comune per fare dell’Italia un paese anche per noi. Oggi credo che la nuova frontiera per le donne sia la costruzione con gli uomini di un mondo a due diversi e pari. E uno dei temi fondamentali che dobbiamo portare nella società è proprio una nuova maternità, la relazione con l'altro da sé che le donne hanno nel corpo, nella mente, nella loro storia.

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