MAI PIÙ COMPLICI MOLESTIE

Lezioni contro le molestie

Simonetta Robiony
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È la migliore risposta che si possa dare alle tante francesi, con in testa Catherine Deneuve, che firmarono un manifesto dopo l’esplosione negli Stati Uniti del #Metoo, lamentandosi in nome di “Ah, l’amour, l’amour!” , legge fondante della loro cultura, che gli uomini e le donne con queste regole non avrebbero mai più potuto dedicarsi al piacevole gioco del corteggiamento. Dunque, ecco una lezione, concisa ma essenziale, sulla differenza tra molestia e corteggiamento, tra quel che si può fare e quel che non si può fare. A tenerla, all’interno delle quattro puntate dedicate ai trent’anni di “La Tv delle Ragazze”, una severa Isabella Ragonese, con tanto di occhiali da miope, nelle vesti di una esperta internazionale di antropologia e psicologia sociale. Fulminante l’esordio:

I maschi, è ovvio, in questo passaggio storico sono disorientati. Fino a qualche tempo fa c’era il delitto d’onore e loro potevano liberamente uccidere una donna. Oggi è vietato, ma non tutti lo hanno capito e introiettato, tanto che continuano a farlo. È comprensibile. L’uomo ha bisogno di tempo per adattarsi.

Poi seguono le regole, come fossero un moderno decalogo. Un ragazzo saluta una ragazza con un bacio sulla guancia: si può fare. Un ragazzo saluta una ragazza con un bacio sulla guancia e nel contempo le mette una mano sul sedere: non si può fare. Un uomo apre la porta con galanteria a una donna: si può fare. Lo stesso uomo, dopo averle aperto la porta, si struscia su di lei come un gatto in calore: non si può fare. Il capo vuole offrire una promozione a una sua assistente meritevole: si può fare. Il capo la invita in un night-club per offrirle questa promozione: non si può fare. È molestia. Un maschio offre un bicchiere di vino a una femmina che gli piace al bancone di un bar: si può fare. Sempre questo maschio gliene offre dieci ingollandoglieli uno dietro l’altro come le avesse messo in bocca un imbuto: non si può fare. Infine un maschio e una femmina si piacciono e provano attrazione l’uno per l’altra: però lui vuol fare sesso, lei no e glielo dice, ma lui prosegue ugualmente: questo, spiega la sapiente docente non è molestia: è stupro.

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Un’altra lezione è dedicata allo stalking, che è diventato reato solo dal 2009. È quindi una novità e va illustrata agli uomini che fanno molta fatica a cogliere questi mutamenti di costume. Intanto va spiegato cos’è per non confonderlo con lo shopping o con il jogging. Lo stalking è la persecuzione di una persona su un’altra. È un’abitudine assai diffusa tra i maschi che non si può sperare di estirpare da un momento all’altro, spiega l’insegnante, così come non si può convincere un bambino di tre anni che non deve strappare il braccio al suo orsacchiotto né levargli un occhio solo per divertirsi: il bambino deve crescere.

Seguono gli esempi. Un fan molto appassionato chiede di fare una foto accanto all’attrice del cuore: si può fare. Il fan pretende foto intime dell’attrice da diffondere via cellulare agli amici: non si può fare. Ti piace una collega d’ufficio e l’accompagni a casa: va bene. Ti piace la collega e ti accampi giorno e notte sotto casa sua: non va bene. La tua compagna torna a casa in ritardo e le chiedi dove sia stata: è normale. Lei torna a casa in ritardo e tu le dimostri di averla seguita e spiata tramite i segnali del suo telefonino: non è normale. Ami ancora la tua ex moglie e le chiedi un appuntamento per chiacchierare insieme: non è stalking. Ami la tua ex moglie, ti introduci nel suo appartamento, la leghi, la conduci in un luogo segretissimo dove la possiedi senza esser visto. No, questo non è stalking: è sequestro di persona.

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Si ride o si sorride di fronte alle scenette, brevissime, che illustrano le diverse situazioni. Ma si riflette anche. E se invece di tante parole queste lezioncine paradossali e ironiche, ma purtroppo tristemente autentiche come ci racconta la cronaca, fossero mostrate in una scuola? Se invece di annoiare con dati, spiegazioni, paroloni para-scientifici si mostrassero ad alunni, maschi e femmine, nel pieno della loro tempesta ormonale, non potrebbe essere un successo?

Denunciare, commuoversi, marciare, protestare, ostentare scarpette rosse o copri-capi simbolici è certo utile. Pretendere che il legislatore faccia leggi sempre più severe per tutelare le donne è addirittura un dovere. Ma i femminicidi in Italia continuano imperturbati, mentre calano gli altri delitti. E in tutto il nostro civilissimo mondo occidentale le cose non vanno meglio. Intanto si diffonde la paura dello straniero, specie se nero, mentre a compiere questi crimini sono soprattutto i maschi bianchi che amiamo o abbiamo amato. Forse si può tentare anche questa strada: 10 minuti di lezione per dimostrare che il corteggiamento è una pratica bella e buona cui non dobbiamo rinunciare, mentre le molestie, o peggio ancora lo stalking, sono pratiche intollerabili e vietate.

 

Chi ha scritto questo post

Simonetta Robiony

Simonetta Robiony

Faccio la giornalista da quando avevo vent’anni. Ho iniziato a fare giornalini scolastici a tredici. A ventitré ero alla Rizzoli, nella redazione di Annabella, il femminile più aperto all'epoca sulla questione delle donne. Con lo scandalo della p2 e Angelo Rizzoli in galera, sono passata a La Stampa. Quando ho cominciato a lavorare, ho scoperto che le donne erano il 10% della categoria e pochissime potevano arrivare ai vertici, quindi mi sono interessata alla questione femminile. Non ho più smesso, anche se ormai è passato diverso tempo. Uno dei miei valori è la tenacia: ho da oltre 40 anni lo stesso marito, per lunghissimo tempo fuori Roma a far carriera, con cui non condivido quasi niente se non l'affetto, il rispetto per le reciproche diversità e due figli ultraquarantenni, assai cambiati nel tempo.

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