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Dedicata alle donne la Giornata della Memoria

Simonetta Robiony
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È dedicata alle donne, le donne ebree vittime della Shoah ma anche quelle che nella Shoah furono carnefici, la Giornata della Memoria di quest’anno. “Libero è il mio canto – La musica delle donne deportate”  è il concerto che si terrà il prossimo 16 gennaio all’Auditorium di Roma, con musiche e parole di donne che hanno raccontato quella tragedia da ogni punto di vista. L’idea è della presidente delle Comunità ebraiche italiane, Noemi Di Segni, inquietata dal persistente serpeggiare in Europa di un anti-semitismo sempre pericoloso che si sta allargando a una paura per lo straniero in genere assai prossima al razzismo.

Non è un caso che per tutto l’anno da noi ci saranno manifestazioni che invitano a ricordare come si giunse alle persecuzioni anti-ebraiche e ai campi di concentramento nazisti e non nazisti, ma anche un ricordo di quello che furono i campi di concentramento per prigionieri di guerra, da quelli in Germania a quelli in Giappone e altrove. Sempre con scritti, versi, musiche, poesie sul dolore delle donne, un tema che stavolta fa da filo conduttore per tutti i prossimi mesi. Non è mai successo che la Giornata della Memoria fosse dedicata in maniera specifica a uno dei due generi, quello maschile o quello femminile.

 

Misurare il dolore, poi, è compito insensato. Difficile dire se nella privazione della libertà, nello sfruttamento del lavoro, a volte perfino nelle torture abbiano sofferto più le donne degli uomini o viceversa. Ma certo il dolore di una donna, allontanata dai suoi figli, incerta sul loro destino, angosciata per la loro sorte, terrorizzata dal non sapere cosa potesse esser loro capitato deve essere stato enorme, lacerante, indicibile. Forse ha pensato a tutto ciò Noemi Di Segni prendendo la decisione che l’ha portata a questa scelta.

La presidente delle Comunità ebraiche italiane, Noemi Di Segni

Il figlio, per la maggior parte delle donne, è il pezzo più prezioso di se stessa. Perderlo senza neppure poterne piangere la morte è una condizione disumana: troppo brutale e veloce è il taglio tra il proprio destino e quello del figlio; troppo dura la condanna che porta a interrogarsi ogni giorno su che fine possa aver fatto, cosa stia patendo, da chi possa ricevere aiuto. È comprensibile, quindi, che, per una volta, la Giornata della Memoria che si celebra come sempre il 27 gennaio, quest’anno sia dedicata alle donne. In più, proprio nel 2019 cade il centenario della nascita di Tullia Zevi, a lungo, a lunghissimo, presidente delle Comunità ebraiche, una donna equilibrata e razionale, di rara bellezza ed eleganza, che ha sempre trovato le parole giuste per sciogliere i molti nodi che, di tanto in tanto, venivano a crearsi in Italia tra chi era ebreo e chi non lo era, in un costante dialogo con tutti.

http://www.santacecilia.it/concerti_e_biglietti/schedaEvento.html?i=1000011920&d=20190116&o=20.30

Chi ha scritto questo post

Simonetta Robiony

Simonetta Robiony

Faccio la giornalista da quando avevo vent’anni. Ho iniziato a fare giornalini scolastici a tredici. A ventitré ero alla Rizzoli, nella redazione di Annabella, il femminile più aperto all'epoca sulla questione delle donne. Con lo scandalo della p2 e Angelo Rizzoli in galera, sono passata a La Stampa. Quando ho cominciato a lavorare, ho scoperto che le donne erano il 10% della categoria e pochissime potevano arrivare ai vertici, quindi mi sono interessata alla questione femminile. Non ho più smesso, anche se ormai è passato diverso tempo. Uno dei miei valori è la tenacia: ho da oltre 40 anni lo stesso marito, per lunghissimo tempo fuori Roma a far carriera, con cui non condivido quasi niente se non l'affetto, il rispetto per le reciproche diversità e due figli ultraquarantenni, assai cambiati nel tempo.

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