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RASSEGNA STAMPA dicembre 2018 – gennaio 2019

 

Tv alla ricerca di nuovi linguaggi e storie per raccontare la realtà di donne e uomini

Fino a pochi anni fa il termine ‘femminicidio’ non circolava affatto nel linguaggio quotidiano, ancor meno in quello televisivo. Oggi, per merito delle lotte delle donne, non solo se ne parla, ma la tv affronta l’argomento sempre più spesso, al punto che proprio in questi giorni la violenza sulle donne è diventata argomento di due popolarissime fiction Mediaset: “Adrian”, il cartone animato su Adriano Celentano e “La dottoressa Giò”, la vecchia serie con Barbara D’Urso nei panni di una ginecologa. Nuove immagini, storie e riferimenti che abbattono i classici stereotipi di genere, compaiono anche nella pubblicità, perlomeno in America, dove lo storico marchio di rasoi Gillette ha lanciato uno spot in cui sostiene il movimento #MeToo e denuncia il bullismo e il sessismo di una certa parte del mondo maschile. Insomma non ci si nasconde più dinanzi ai fatti di cronaca che riguardano le donne e che riempiono le pagine dei giornali. Oggi, riflette la nostra Simonetta Robiony, “ci si indigna come si fosse in un corteo dietro un unico striscione: “Basta! Adesso basta!”.  

Adrian (Celentano) e l’impegno dei media contro la violenza sulle donne

È singolare che due fiction molto attese dal pubblico “Adrian” e “La dottoressa Giò”, in onda in prima serata nel medesimo periodo, girino intorno a questo stesso discorso.

– Cheliberta.it del 20/01/2019


La vera Dottoressa Giò è Vittoria Doretti

Forse non tutti lo sanno, ma la nuova serie della Dottoressa Giò ricalca una storia vera: quella del Codice Rosa, ideato dalla Dott.ssa Vittoria Doretti, anestesista a Grosseto, quasi 10 anni fa. Il lavoro di Doretti, premiato ovunque in Italia e riconosciuto eccellenza europea, si è imposto come modello regionale. Il progetto ha dato risultati notevoli, ha reso le istituzioni forti perché coese e le ha schierate a sostegno delle donne.

– Cheliberta.it del 16/01/2019


Gillette, è questo il meglio di un uomo?

Via le mascelle oversize coccolate da mani femminili e via le scene in cui ottiene la promozione, il contratto, o il premio per aver vinto: l’uomo Gillette del 2019, non è pieno di certezze, non è a lavoro ma a casa, ed è solo, però…

– Cheliberta.it del 15/01/2019


 Cosa è successo alla più amata dagli italiani?

“Se ci sono più uomini ai vertici non è “perché sono più predisposti”, come afferma la Cuccarini, ma perché ci sono sempre stati. E questo tipo di affermazioni non fanno altro che riaffermare quanto sinora è stato, fino a renderlo l’unico modello possibile.”

– Cheliberta.it del 19/01/2019


Dedicata alle donne la Giornata della Memoria

L’idea è della presidente delle Comunità ebraiche italiane, Noemi Di Segni, inquietata dal persistente serpeggiare in Europa di un sempre pericoloso anti-semitismo.

– Cheliberta.it del 14/01/2019


Le più istruite, le meno occupate: perché la questione femminile è la vera grande vergogna italiana

Secondo i dati del World Economic Forum, siamo primi al mondo per iscrizioni di donne all’università, ultimi in Occidente per partecipazione femminile al mercato del lavoro. In altre parole: stiamo buttando via la componente più istruita della popolazione. E poi ci chiediamo perché non si cresce.

– Linkiesta.it del 27/12/2018


SEGOLENE ROYAL, ‘Ce que je peux infin vous dire’

Ségolène Royal mette sotto accusa il maschilismo che domina la scena politica e quella pubblica in genere, dichiara esplicitamente di voler parlare a nome di tutte le donne, perché trovino la forza di smettere di subire e siano solidali tra loro.

– Cheliberta.it del 17/12/2018


Genova, bimba con due madri: domani il pronunciamento della Corte

“Quello che mi trova in disaccordo – scrive Roberta Trucco – è la richiesta di riconoscimento della doppia maternità. La nostra Costituzione parla chiaro: “la madre è colei che partorisce (mater semper certa est)”, ed è su questa figura che non si può mercanteggiare: la maternità non è negoziabile”. 

– Cheliberta.it del 08/12/2018


 

Speciale surrogata:

 

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FRANCESCA IZZO: «Non si trasformano i desideri in diritti»

“Un figlio può essere un dono o una grazia, un desiderio o un bisogno – spiega Francesca Izzo in un’intervista di Avvenire del 9 dicembre 2018, a cura di Antonella Mariani -, ma la trasformazione di un desiderio in un diritto è inaccettabile”.  

– Cheliberta.it del 10/12/2019


CRISTINA GRAMOLINI: “Non si nasce dalla testa di Giove”

…si nasce da un corpo di donna! Il discorso che tutti dovrebbero ascoltare della presidente di ArciLesbica Nazionale rivolto all’amministrazione del Comune di Milano, riunita in commissione per discutere la trascrizione degli atti di nascita dei bambini figli di due padri, e quindi nati attraverso la pratica dell’utero in affitto. 

– Cheliberta.it del 13/12/2018


Chi ha scritto questo post

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Siamo donne diverse per età, vita professionale e storie politiche. Molte di noi hanno fondato il grande movimento nato il 13 febbraio 2011 da un appello che si concludeva con le parole Se Non Ora Quando? Che libertà è il luogo dal quale lanciare alla società, alla politica e alla cultura la nostra nuova proposta: RIPRENDIAMOCI LA MATERNITÀ!

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