MAI PIÙ COMPLICI

Femminicidio per “tempesta emotiva”, ma indietro non si torna

Ph. Alba Kerciku
Ph. Alba Kerciku
Fabrizia Giuliani
Scritto da

‘Tempesta emotiva’: le parole con le quali la sentenza delle Corte d’appello di Bologna dimezza la pena di Michele Castaldo, femminicida, riportano il nostro paese indietro di trent’anni almeno: se l’onore è ferito il delitto è giustificato, la responsabilità attenuata, la pena ridotta.

Ma la sentenza è di oggi e va letta con gli occhi attuali, tenendo conto fino in fondo di ciò che è accaduto sul piano dei mutamenti sociali e dell’evoluzione della giurisprudenza. Di ciò che è cambiato, insomma. E allora la parola da usare, politicamente, è un’altra, ossia, ‘reazione’. Queste sono le lenti per capire cosa accade nel senso comune e che poi si riflette nei delitti e nelle pene. Ma di cosa è fatto oggi ‘l’onore ferito’ che scatena la ‘tempesta emotiva’?

Content not available.
Please allow cookies by clicking Accept on the banner

Lo raccontano gli autori dei femminicidi, quasi sempre rei confessi: la fine di una relazione, il rifiuto, l’abbandono. Sopra ogni cosa, l’incapacità di accettare che una relazione – libera – è fatta di due volontà e nessuna può disporre dell’altra. Lo scandalo è tutto qui: a dispetto del dettato costituzionale che afferma la parità nella sfera domestica e familiare, le due libertà non erano esattamente contemplate.

Sono stati necessari decenni di battaglie per affermarlo e, soprattutto, pretendere che venisse difeso, garantito dalla Legge alle donne: il diritto di scegliere senza che venisse compromessa la propria integrità – il filo rosso faticosamente tirato dalla norme che cancellano: il delitto d’onore (1981), consentono il divorzio (1974), l’interruzione volontaria di gravidanza (1978); riconoscono la violenza sessuale un crimine contro la persona (1996), riconoscono e puniscono la violenza domestica ed equiparano la pena del femmincidio a quella degli altri omicidi familiari (2013; 2017) – .

Franca Viola, la prima donna italiana a rifiutare il matrimonio riparatore, Sicilia, 1965

Va letta e compresa bene questa sequenza, fino alla sentenza di ieri: racconta la storia di un Paese, di quanto siano state forti, e quanto ancora persistano, le resistenze a riconoscere che le libertà sono due e vanno rispettate entrambe. E allora, alla reazione occorre reagire, tutti, non solo tutte: indietro non si torna.

Chi ha scritto questo post

Fabrizia Giuliani

Fabrizia Giuliani

Sono nata a Roma, dove vivo con mio marito Claudio e i nostri figli, Antonio ed Ella. PhD, insegno filosofia del linguaggio e studi di genere alla Sapienza di Roma, dove coordino, con Serena Sapegno, il Laboratorio di Studi Femministi. Ho tenuto corsi di semiotica e linguistica in diverse università italiane, sono stata Fulbright Scholar a Harvard, e presso l'Università per Stranieri di Siena ho avuto l’incarico di Consigliera per le politiche delle pari opportunità. I miei lavori si sono concentrati sulla produzione del significato delle lingue storico - naturali e sulle modalità con le quali i sistemi simbolici danno conto della differenza tra i sessi. Sono coinvolta nella teoria e nella politica delle donne dai primi anni universitari, ho contribuito alla fondazione di DiNuovo e poi dell'avventura rivoluzionaria di Se non ora quando. Nel 2013 sono stata eletta deputata nelle liste del PD, dove lavoro in Commissione Giustizia.

https://twitter.com/fabriziagiuliani
http://www.fabriziagiuliani.it/

Commenta

Questo Sito utilizza cookies per migliorare la tua esperienza. Proseguendo nella navigazione acconsentirai al loro utilizzo. Scopri di più

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi