LUCI ROSSE

La riscossa delle donne italiane parte anche dalla Merlin

Annamaria Riviello
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Angela Merlin è stata una partigiana socialista, poi senatrice della Repubblica, ma soprattutto una delle straordinarie donne della Commissione dei settantacinque che preparò la Costituzione italiana. Erano cinque ma riuscirono a introdurre nel testo costituzionale tutti i germi che avrebbero cambiato totalmente la condizione delle donne, sino allora subalterne e senza cittadinanza. Nata a Chioggia, dove visse la sua fanciullezza e giovinezza, conservò per tutta la vita il ricordo della povertà del suo Polesine e delle ragazze costrette dalla miseria a prostituirsi. Nella sua vita di parlamentare non le dimenticò. Non a caso la legge che porta il suo nome chiuse quei luoghi, che l’immaginario maschile più retrivo, oggi allo scoperto, ricorda con nostalgia e in cui ciascuno di loro anche il più reietto poteva sentirsi un sultano nel Serraglio. Le case chiuse, ghetto per donne in cui venivano scelte come si faceva per gli schiavi. Bestie da monta.

Lina Merlin

Lina Merlin

Il vento cupo di reazione che ha invaso l’Italia vorrebbe riaprire le case chiuse. Adducendo ragioni che dovrebbero proteggere i clienti e gli sguardi “innocenti” della gente perbene. Non mancherà l’intento di garanzia di igiene e sanità delle donne ivi rinchiuse. Per fortuna, il nostro Paese ha uno scudo contro la barbarie ed è la nostra Costituzione. In essa è stata scritta la dignità delle donne, di tutte. Ed è la sua custode la Corte che ha confermato la validità della legge che Merlin era riuscita a fare approvare in un Parlamento pur sempre quasi tutto maschile. Uomini che evidentemente avevano raggiunto la maturità democratica e il rispetto delle persone a cominciare dalle donne.

Oggi tutto questo sembra messo in discussione, tutte le conquiste di civiltà, di libertà femminile sono sotto attacco, nulla possiamo dare per acquisito, ma se un pugno di donne ha saputo incidere profondamente nel testo fondamentale della Repubblica, oggi le tante non devono, non possono distrarsi pensando che questi segni oscurantisti riguardano minoranze insignificanti. Chi offende una di noi ci offende tutte.

Chi ha scritto questo post

Annamaria Riviello

Annamaria Riviello

Nata nel Sud d’Italia, in Basilicata da cui sono partita per poi sempre tornare, ho avuto modo di vedere e partecipare nella mia ormai lunga vita alle tante conquiste delle donne. Ho insegnato, fatto politica e mi sono anche cimentata nella ricerca e nella scrittura. Ho avuto quattro figli. Sono convinta che una società che sappia accettare la libertà femminile sia una società migliore ma che tocca ancora alle donne far valere la differenza non più separate dagli uomini e dalla società, ma in costante, autorevole e possibile dialogo.

1 Comment

  • Io non sopravvaluterei la civiltà di quegli uomini: a Lina Merlin ci sono voluti nove anni per far approvare la sua legge.

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