DONNE&GOVERNO RAPPRESENTANZA PARITARIA UNIONE EUROPEA

Spagna, la libertà femminile si afferma nelle urne

Al centro Pedro Sanchez, presidente del Governo della Spagna dal 2 giugno 2018
Al centro Pedro Sanchez, presidente del Governo della Spagna dal 2 giugno 2018
Francesca Marinaro
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“La libertà femminile nel cuore delle elezioni politiche spagnole”, questa la frase che avevamo scritto per sintetizzare il Manifesto presentato dalle organizzazioni femministe spagnole per le elezioni. Nelle urne le donne hanno fatto centro. Infatti, nonostante il voto elettorale abbia consegnato un risultato incerto e frammentario, che potrebbe costringere Sànchez, primo partito, ad affidarsi a una coalizione per poter governare, sul versante delle donne elette la Spagna può vantare un risultato storico: 164 deputate su 350. Con il 46,8 per cento, la Spagna si piazza davanti a Paesi come la Finlandia, la Norvegia e la Danimarca, dove le percentuali si aggirano intorno al 42 per cento. Nel primo partito, il Psoe di Sànchez, il numero di donne elette supera quello degli uomini 64 su 123. Anche nel Partito popolare le elette sono 35 su 64. Gli uomini, 15 su 24, prevalgono nel partito di estrema destra, Vox.

La tenacia, il senso di se stesse, la chiarezza nelle battaglie, soprattutto nella Sinistra per l’affermazione della libertà femminile, sono servite. Il lavoro del vasto e largo fronte femminile contro la mercificazione del corpo della donna e della vita dei bambini ha lasciato un segno nelle urne. È un risultato importante perché conferma che i cambiamenti non sono veri cambiamenti, se non hanno al centro l’affermazione della libertà femminile come altra da quella dell’uomo.

 

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Francesca Marinaro

Francesca Marinaro

Amo definirmi un’italo-belga; figlia di emigrati italiani in Belgio, negli anni ’60 ho studiato e vissuto a Bruxelles fino al 1991. L’impegno politico prima nel Pci e dopo nel Pd a sostegno dell’integrazione europea è stato per me il modo migliore per approfondire e portare a sintesi questa mia doppia appartenenza culturale. Sono stata particolarmente attiva nei movimenti europei a sostegno dei diritti delle immigrate e degli immigrati. Nella mia esperienza politica e istituzionale - parlamentare europea nel 1984 e senatrice nel 2008 - “l’Europa delle donne e delle persone” è sempre stato un terreno privilegiato d’impegno e di elaborazione. L’ho fatto e continuo a sostenerlo con lo spirito di chi vuole dare una mano, unendo quel che si può e si deve cercare d’unire per dare forma e consistenza a una società a dimensione di uomini e donne.

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