NO ALL'UTERO IN AFFITTO

No all’utero in affitto, va garantito il minore

Rita Cavallari
Scritto da

Cassazione, bimbi con due papà, no alla trascrizione in Italia, titola lo scorso 8 maggio la Repubblica. E il Fatto quotidiano: Coppie omosessuali, no della Cassazione a trascrizione all’anagrafe di figlio nato da madre surrogata. Dello stesso tono il titolo di Avvenire: Cassazione, no alla trascrizione in Italia per bambini con “due papà”. Sembra, a una prima lettura, che la questione riguardi solo le coppie omosessuali composte da due uomini che chiedono la regolarizzazione in Italia di un bambino nato all’estero con l’utero in affitto.

Content not available.
Please allow cookies by clicking Accept on the banner

Non è così. La sentenza nº 12193 delle sezioni unite della corte di Cassazione interessa tutte le coppie, eterosessuali come omosessuali, che vogliano trascrivere all’anagrafe un bambino nato tramite utero in affitto. Le statistiche ci dicono che, ad avvalersi di tale pratica, sono soprattutto coppie composte da un uomo e una donna, ma i giornali speculano sulla notizia e puntano il dito sulla discriminazione delle coppie gay.

Ne parlo con l’avvocato Giorgio Robiony, specialista in diritto di famiglia. La filiazione, mi dice l’avvocato, poggia su due principi: ‘filiazione legale’, per figli nati all’interno del matrimonio, e ‘filiazione biologica’, per figli nati da una coppia non sposata. C’è poi l’adozione, quella ‘legittimante’, nella quale il minore dichiarato in stato di abbandono perde ogni legame con la famiglia di origine e diviene a tutti gli effetti figlio della coppia che adotta, e l’adozione ‘in casi particolari’, che non è legittimante. Cosa vuol dire non legittimante? Significa, ad esempio, che non si configurano rapporti di parentela tra il minore e i congiunti dell’adottante.

L’avvocato della coppia gay che è stata oggetto della sentenza lamenta che l’adozione ‘in casi particolari’ sia un’adozione incompleta, perché non pone il minore nella stessa posizione in cui si trova un figlio riconosciuto o trascritto, osservo. È vero, dice l’avvocato Robiony, in questo caso si istitusce uno status personale tra l’adottante e il bambino.

Del resto, aggiunge, la legge italiana è chiara sulla non leicità dell’utero in affitto: garantisce la dignità umana, costituzionalmente tutelata, della gestante ed attribuisce la maternità alla donna che partorisce. È attraverso l’istituto dell’adozione che la legge permette la genitorialità disgiunta dal legame biologico.

Anche una coppia eterosessuale che abbia un figlio nato con maternità surrogata deve ricorrere all”adozione ‘in casi particolari’, per regolarizzare la genitorialità della madre – o di padre e madre – non biologici, chiedo. Sì, la procedura è identica: adozione in casi particolari, art 44 della legge 184/83.

La Cassazione, con questa sentenza, ha messo un punto fermo. La surrogazione di maternità resta vietata, tutelando così la dignità della donna. L’interesse del minore va garantito applicando la legge sulle adozioni.

 

*Clicca qui per leggere l’appello delle associazioni per le elezioni europee che abbiamo sottoscritto insieme ad Arcilesbica Nazionale, RUA Resistenza all’Utero in Affitto e Gruppo gay contro utero in affitto.

*Potrebbe interessarti anche l’articolo Cassazione su surrogata: rimane reato anche se la madre non riceve denaro

Chi ha scritto questo post

Rita Cavallari

Rita Cavallari

Sono nata a Roma alla fine della seconda guerra mondiale e ho vissuto la rinascita del nostro Paese, il boom economico, gli anni della contestazione, il femminismo. Sono laureata in architettura e ho lavorato per molti anni in un ente pubblico. Conosco il soffitto di cristallo e l'ho provato sulla mia pelle. Sono divorziata. Ho un figlio che lavora all'estero e due nipoti adolescenti che tornano spesso in Italia. A volte temo che sapranno scrivere correttamente solo in inglese e dimenticheranno l'italiano. Amo leggere e sono coordinatrice del Circolo dei lettori della Biblioteca comunale Villa Leopardi di Roma. A causa di un incidente traumatico sono paraplegica. Partecipo a Se non ora quando da marzo 2011 perché credo che si debba progettare il futuro a misura delle donne e che siano le donne a doversi impegnare per questo.

Facebook: https://www.facebook.com/rita.cavallari.5
Twitter: @ritacavallari1

Commenta

Questo Sito utilizza cookies per migliorare la tua esperienza. Proseguendo nella navigazione acconsentirai al loro utilizzo. Scopri di più

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi