NO ALL'UTERO IN AFFITTO

Lo stato di NY pro surrogacy: appello delle femministe contro il finto progressismo

Gloria Steinem, attivista femminista, firma l'appello contro la legalizzazione della surrogata nello stato di NY.
Gloria Steinem, attivista femminista, firma l'appello contro la legalizzazione della surrogata nello stato di NY.
Francesca Marinaro
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Mentre in Italia l’ufficio Nuovi Diritti della CIGL organizza un convegno a sostegno della regolamentazione della surrogata, dall’altro capo del mondo, nello stato di New York, femministe ed esponenti del mondo medico e della cultura statunitense si battono in queste ore contro la decisione del governatore Cuomo di legalizzare la maternità surrogata commerciale. Lo stato di New York, che pure aveva, al contrario degli altri stati USA, una legge che prevedeva la cosiddetta surrogata “altruista” si prepara dunque a sancire di fatto il passaggio a quella “commerciale”, smettendo nettamente la favola della maternità surrogata cosiddetta “altruista”. Di fronte alle pressioni del mercato, infatti, non c’è “altruismo” che regga.

Emerge chiaro qui il cuore della questione: la procreazione umana è nelle facoltà della donna e non può essere consegnata alle logiche del mercato per soddisfare i desideri altrui. Non si tratta di conservatorismo o di progressismo, ma di semplice rispetto della dignità di donne e bambini, i quali non sono cose di cui disporre ma essere umani. Il finto ‘progressismo’ di chi è a favore di questa pratica, che confonde diritti con desideri, che ci fa tutti uguali, porta in realtà con sé nuove contraddizioni e nuove forme di diseguaglianza. Si ignora che la nostra libertà non è infinita: si ferma dove inizia quella dell’altra/o e con l’utero in affitto vengono sfruttate altre donne per soddisfare i propri desideri.

Non c’è dubbio quindi che la strada da percorrere sia quella dell’abolizione universale, per bloccare la presa del mercato sull’essenza della vita e per evitare nuove forme di divisione del mondo: in ‘paesi committenti’ e ‘paesi fornitori’ di uteri in affitto. E non c’è altresì dubbio che le forze progressiste non hanno più altra alternativa se non quella di tornare a guardare al valore della dignità della persona e del bambino.

Link ad appello Gloria Steinem

Link a evento CGIL

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Francesca Marinaro

Francesca Marinaro

Amo definirmi un’italo-belga; figlia di emigrati italiani in Belgio, negli anni ’60 ho studiato e vissuto a Bruxelles fino al 1991. L’impegno politico prima nel Pci e dopo nel Pd a sostegno dell’integrazione europea è stato per me il modo migliore per approfondire e portare a sintesi questa mia doppia appartenenza culturale. Sono stata particolarmente attiva nei movimenti europei a sostegno dei diritti delle immigrate e degli immigrati. Nella mia esperienza politica e istituzionale - parlamentare europea nel 1984 e senatrice nel 2008 - “l’Europa delle donne e delle persone” è sempre stato un terreno privilegiato d’impegno e di elaborazione. L’ho fatto e continuo a sostenerlo con lo spirito di chi vuole dare una mano, unendo quel che si può e si deve cercare d’unire per dare forma e consistenza a una società a dimensione di uomini e donne.

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