NO ALL'UTERO IN AFFITTO

Appello delle femministe, ma Landini non risponde

Foto Rep - La Repubblica dall'articolo "Cgil per l'utero in affitto, femministe all'attacco".
Foto Rep - La Repubblica dall'articolo "Cgil per l'utero in affitto, femministe all'attacco".
Cecilia Sabelli
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Ora che gli appelli dei movimenti delle donne al segretario Cgil, Maurizio Landini, sono sui principali quotidiani e sulla sua scrivania, il confronto è d’obbligo. Lo reclamano con forza le donne che nel sindacato hanno militato tutta una vita, ma anche quelle che ne sono fuori, e anche molti uomini, in vista dell’incontro del 19 giugno, presso la sede Cgil a Roma, in cui verranno presentate due proposte di legge per la regolamentazione dell’utero in affitto in Italia.

Davvero possiamo pensare, vista la condizione sociale ed economica del Paese, che la “possibilità di un figlio nel 2019” passi dal regolamentare l’utero in affitto?, si chiedono i firmatari di uno degli appelli spediti questa mattina all’indirizzo di Landini. “L’immagine di una donna che affitta l’utero, rientra nella vostra mission di tutela del lavoro?…”Se si tratta di dono e non di lavoro perché la CGIL organizza il convegno?”. 

A chiedere delle risposte un fronte ampio e compatto, destinato in queste ore ad allargarsi. Spiccano i nomi delle nostre Cristina Comencini e Fabrizia Giuliani, intervistate dal quotidiano La Repubblica; quelli di Letizia Battaglia, celebre fotografa italiana, e di Maria Gabriella Carnieri Moscatelli, presidente dell’Associazione Nazionale Telefono Rosa. Ci sono Aurelio Mancuso, presidente emerito dell’Arcigay, oggi alla guida di Equality Italy; Monica Ricci Sargentini, che sul Corriere ha condotto delle inchieste sorprendenti sull’utero in affitto, e altri nomi di chi, come noi Libere, è da sempre in prima linea per l’abolizione universale di questa pratica, come quello di Marina Terragni, che su Fb ricostruisce nel dettaglio la vicenda, e fa sapere che Landini ha dichiarato in queste ore che non rilascerà interviste.

Utero in affitto, perchè se ne parla tanto?

Voci autorevoli, come quella della filosofa francese Sylviane Agacinski, hanno definito quella della surrogata “una questione di civiltà”. Non fa niente che sia vietata nel nostro paese, e che a farne ricorso sia una piccola percentuale di acquirenti, visti i costi esorbitanti: il dibattito intorno alla surrogata è infatti più rilevante di quanto si possa immaginare, poichè chiama prepotentemente in causa la nostra idea di libertà.

Tutte le volte che si ragiona su questa pratica ci si immerge in molte questioni legate alla vita delle donne; ci si ritrova, per esempio, a riflettere sulle loro conquiste sociali e politiche; non solo, si può scoprire in che direzione sta andando il mondo e a chi/cosa stiamo affidando le sorti della nostra umanità. Scrive Francesca Izzo, in occasione dell’incontro internazionale “Maternità al bivio: dalla libera scelta alla surrogata. Una sfida mondiale“ organizzato da Se non ora quando – Libere, lo scorso 23 marzo, presso la sala Regina della Camera dei deputati:

Su queste questioni, che sembrano toccare pochi e sollevare interrogativi scarsamente comprensibili ai più, si delineano le nuove distinzioni tra ciò che è progresso e ciò che non lo è. Perché non si può lasciar correre come un’ovvietà la rivendicazione che far nascere un bambino con la surrogata sia un gesto non solo d’amore ma di libertà e di progresso, mentre rifiutare una pratica che riduce le donne a contenitori e i bambini ad oggetti di scambio mercantile sia segno di bigottismo reazionario. È su queste frontiere che va trovata la misura per dare di nuovo senso a parole che lo hanno smarrito.

I “nuovi diritti” secondo la Cgil 

Se la Cgil e il suo segretario, si trovano ora nella stretta di chi vuole venga formalizzata una posizione ufficiale sul tema dell’utero in affitto, dunque, è perchè da questa dipende la sua più generale idea di futuro, l’impianto ideologico dal quale intende muovere. Si capisce perchè allora molti iscritti, in occasione delle iniziative dell’ufficio “Nuovi Diritti” della Cgil su regolamentazione della surrogata e sex work, non se la siano sentita di rinnovare la tessera.

Insomma, appoggiare la retorica del diritto, del ‘si può quindi facciamolo’, limitarsi al principio della volontarietà sostenuto con forza dai favorevoli all’utero in affitto, è davvero una strada percorribile per un sindacato? Quale norma sul lavoro si sarebbe mai potuta ottenere se si fosse in passato difeso questo principio? Chi ha firmato gli appelli vuole sapere, di fronte a certe iniziative, che valore da allora il sindacato alla parola ‘diritto’: se dietro il suo significato ci sono sono le cose o ancora le persone.

Dopo trent'anni di impegno politico nella #CGIL restituisce la tessera per via delle posizioni favorevoli del sindacato…

Pubblicato da Se Non Ora Quando – Libere su Venerdì 14 giugno 2019

 

Chi ha scritto questo post

Cecilia Sabelli

Cecilia Sabelli

Nasco a Roma, nello stesso anno in cui un Papa abbraccia il suo attentatore, un militare sovietico evita la guerra nucleare e una nota azienda informatica rilascia la prima versione di Word. Tutte anticipazioni sul mio futuro. Non diventerò Pontefice e non sventerò guerre, ma mi dedicherò all'arte dello scrivere imparando tanto nelle redazioni di Radio Vaticana, e di servizi esteri di agenzie stampa come l'AdnKronos. Giovane e donna, vivo, mi interrogo e scrivo di entrambi le condizioni. Mi sono affidata a Se non ora quando-Libere per trovare risposte: voglio capire come capitalizzare i risultati delle lotte che altre hanno fatto o stanno facendo per la mia libertà. Come reagire a una natura che mi impone dei tempi e a una società che sfrutta la scienza perché io li ignori pur di essere produttiva. Per ricambiare sono diventata autrice e web-editor del sito del gruppo. Finite le domande volerò in Brasile per parlare la lingua in cui ho avuto l’immenso piacere di discutere la mia tesi di laurea.

1 Comment

  • Dove si può firmare l’appello contro questa iniziativa della CGIL a favore della regolamentazione dell’utero in affitto? Penso che sarebbe molto importante diffonderlo e permettere di firmarlo.

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