NO ALL'UTERO IN AFFITTO SUCCEDE

Caro Landini, evita le difese pretestuose!

Francesca Marinaro
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Maurizio Landini finalmente rompe il silenzio sulla questione della regolamentazione della maternità surrogata, discussa nella sala Santi della Cgil Nazionale questa mattina, e dichiara: “interessati a confrontarci con tutti, ma polemiche pretestuose”. Titola proprio così il lancio dell’Ansa di qualche minuto fa. E continua: “La Cgil è interessata a confrontarsi con tutte le opinioni”, ma “non promuove né appoggia alcuna legge di sostegno o di regolamentazione della maternità surrogata. Simili decisioni, infatti possono essere assunte solo dal nostro direttivo e ciò non è mai avvenuto”. Ben vengano i chiarimenti ma si eviti di qualificare “pretestuose critiche” la battaglia di tante e tanti contro la pratica della maternità surrogata. Il confronto per essere tale deve essere coinvolgente e non di parte. Nel convegno di questa mattina, organizzato dall’Ufficio Nuovi Diritti, sono stati coinvolti solo i favorevoli all’utero in affitto con l’obiettivo di formulare una proposta di legge sulla sua regolamentazione. Quindi, la cosa migliore da fare è di evitare difese “pretestuose” e se effettivamente si cerca il confronto, siamo pronte. Basta solo chiederlo.

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Francesca Marinaro

Francesca Marinaro

Amo definirmi un’italo-belga; figlia di emigrati italiani in Belgio, negli anni ’60 ho studiato e vissuto a Bruxelles fino al 1991. L’impegno politico prima nel Pci e dopo nel Pd a sostegno dell’integrazione europea è stato per me il modo migliore per approfondire e portare a sintesi questa mia doppia appartenenza culturale. Sono stata particolarmente attiva nei movimenti europei a sostegno dei diritti delle immigrate e degli immigrati. Nella mia esperienza politica e istituzionale - parlamentare europea nel 1984 e senatrice nel 2008 - “l’Europa delle donne e delle persone” è sempre stato un terreno privilegiato d’impegno e di elaborazione. L’ho fatto e continuo a sostenerlo con lo spirito di chi vuole dare una mano, unendo quel che si può e si deve cercare d’unire per dare forma e consistenza a una società a dimensione di uomini e donne.

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