NO ALL'UTERO IN AFFITTO

Landini, non deluderci: il corpo di una donna non si affitta (Gi.U.Li.A)

Licia Conte
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Dal sito www.giulia.globalist.it di GIULIA giornaliste, il pezzo di Licia Conte del 21 giugno 2019: Landini, non deluderci: il corpo di una donna non si affitta. Perché io giornalista dovrei scrivere al segretario della Cgil, che c’entro? C’entro, c’entro… Non rendiamo merce i bambini.

Caro Landini, ti scrivo…
Già, ma perché io giornalista dovrei scrivere a Landini? Che c’entro con lui? C’entro, c’entro. Il segretario generale della Cgil c’entra sempre con chi ama il popolo italiano, i lavoratori italiani. Io ho poi un motivo in più. Quando guardo un segretario di quel sindacato mi dico: è l’erede di Di Vittorio. E mi commuovo, perché sono abbastanza vecchia da aver conosciuto, e direttamente, il fondatore. Quello da cui la gente del mio paese andava a consigliarsi per ogni cosa: mi hanno detto che mio figlio si deve operare, quando viene Peppino gli vado a chiedere se davvero si deve fare. Peppino che aveva insegnato loro a non togliersi il cappello a ogni piè sospinto, Peppino, uno di noi che sa più di noi.

Quando Maurizio Landini si è manifestato come leader di livello nazionale e ha cominciato ad apparire da tutti gli schermi, il mio sguardo si è posato su lui con il sottaciuto impulso di un confronto: mi è piaciuto tanto. Ho detto: forse con lui la Cgil ce la farà. Ha un piglio che non mi inganna, quello è capace di ricucire la tela strappata del sindacato unitario. Lui non si farà confinare in una cultura minoritaria. Forse con quello lì magari rinasce un modo di sentirsi popolo e non plebe.

E ora, Landini, ti prego non deluderci: come fai a pensare che il corpo di una donna possa essere affittato? Non è da te: dimmi con il tuo bel vocione e il tuo simpatico accento emiliano che non ci pensi neppure a una roba così; dimmi che sei stato preso in contropiede. Dimmi che non ci troveremo un giorno a dire a un bambino che ce ne dovesse chiedere conto: allora piccolo, vediamo tu provieni da una provetta dove sono stati infilati un seme maschile preso da una banca e un ovulo femminile preso da un’altra banca e poi, avvenuto tra i due l’incontro, tu sei stato depositato nell’utero di una donna che ti ha ospitato e protetto e nutrito per 9 mesi e tu lì ti sei sentito come un papa, ti cullava il ritmo del suo core, ti rasserenava la sua voce, ma quando sei uscito, zac! ti abbiamo tolto alla tua protettrice e ti abbiamo messo in altre mani.

LANDINI, come possiamo fare questo a un bambino! Proprio tu sai meglio di chiunque altro in Italia quello che gli abbiamo fatto: lo abbiamo reso merce, prodotto come una merce con una sorta di catena di montaggio dei pezzi.

Vorrei un nuovo Charlot che sapesse raccontare questa catena di montaggio della vita umana e quello che abbiamo fatto a questo piccino. Landini, dì di no a tutto ciò e schierati con noi.

Chi ha scritto questo post

Licia Conte

Licia Conte

Sono una giornalista. Della mia lunga e assai varia attività ha senso qui sottolineare soprattutto quella dedicata alla promozione della cultura femminile. Nei primi anni '70 ho curato una serie di sceneggiati radiofonici: 12 ritratti di donne attive nella battaglia per i diritti, da Marie Olympe Des Gouges alle suffragiste dell'inizio del '900. Alla fine degli anni '70 ho dato vita come ideatrice e conduttrice a "Noi, voi, loro: donna", in onda tutti i giorni dalle 10 alle 10.45 su Radio 3. Da quella trasmissione scaturirono 5 libri, il più noto dei quali fu Le Altre, di Rossana Rossanda, fedele trascrizione delle discussioni settimanali alla radio tra lei, me e altre. Il libro fu in seguito tradotto in 5 lingue. Nacque da lì Orsa Minore, una rivista che ebbe vita breve e una certa risonanza. Sono fra le fondatrici prima di DiNuovo e poi di Se Non Ora Quando?

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