NO ALL'UTERO IN AFFITTO

Lo sfogo di chi si batte da anni per un dibattito serio sulla surrogata

Roberta Trucco
Scritto da

La tecnica di chi vuole far passare la maternità surrogata come un progresso per l’umanità è sempre la stessa: rivolgersi direttamente a chi vive  “il dramma di chi per ragioni mediche o di genere non può avere figli”. Poco importa che la pratica a cui si fa riferimento sia stata dichiarata dall’Unione Europea lesiva dei diritti delle donne e dei bambini. Poco importa che sia una pratica disumana qualsiasi sia la prospettiva per approcciarla. Il segretario della CIGL, in un lancio Ansa, considera ‘pretestuosi’ gli appelli delle donne e alcuni uomini, che si sono moltiplicati in questi giorni contro il convegno pro GPA organizzato nella sede nazionale CIGL il 19 giugno 2019.

Landini si riempie la bocca di rispetto e etica, ma tradisce una totale indifferenza per la sorte di chi in questa pratica diventa solo una merce da acquistare – i bambini- e una fabbrica che li produce – le donne-. La gestazione diventa un processo meccanico e senza anima, una condizione subalterna alla genitorialità, la gestante solo una comprimaria di nessuna importanza. Le sue parole empatiche sono  rivolte verso i poveri “ricchi” (di altruistico in questa pratica non c’è nulla, il giro di affari è enorme per molti soggetti) che appunto vivono il dramma “per ragioni mediche o di genere di non potere avere figli” . Si, avete udito bene: se due uomini o due donne vogliono un figlio, per il segretario, è giusto aspirino ad averlo tutto loro, non considerando che l’impossibilità di concepire un bambino per due dello stesso sesso è un dato oggettivo e non è il frutto di una qualsivoglia azione discriminatoria della società o dello Stato; e lo stesso discorso vale per le coppie eterosessuali.

Non è espressione di autodeterminazione delle donne e neanche di progressismo. Forse il segretario della #Cgil non sa che Pedro Sanchez ha fatto un’intera campagna elettorale contro l’ #uteroinaffitto

Pubblicato da Se Non Ora Quando – Libere su Mercoledì 19 giugno 2019

Si resta di stucco a leggere le sue parole: una predica a noi donne che da anni ci battiamo per promuovere un dibattito serio e profondo su un tema che riguarda il futuro della umanità, la sua stessa dignità e per il quale abbiamo ormai maturato ampi argomenti a dimostrazione che questa pratica si presta a diventare la schiavitù del terzo millennio sotto mentite spoglie di progresso e che disumanizza definitivamente l’essere umano.

Content not available.
Please allow cookies by clicking Accept on the banner

Anche la proposta di legge dell’Associazione Luca Coscioni per la regolamentazione della maternità surrogata mette l’accento sulle “10mila donne potenzialmente interessate”, perché inabili (prive di utero o con malattie) alla gestazione. Si parla direttamente al cuore della possibile acquirente, anche se si tratta di merce umana; questa è la legge del mercato, questa la legge del capitalismo perverso nel quale viviamo, questa la radice del patriarcato che ammanta la nostra società globale e dal quale queste perversioni derivano.

La narrazione patriarcale è facilmente identificabile…donne fortunate donano felicità alle altre meno fortunate…La narrazione millenaria è sempre la stessa, travestita in altro modo. Le donne? Una sottocategoria dell’umanità al servizio riproduttivo di uomini e donne. Nessuna allusione alla sofferenza di una madre che porta in grembo per nove mesi una creatura e che se la vedrà strappare appena nata per evitarle ulteriore attaccamento, perché nove mesi prima ha messo una firma che la dichiara estranea a quel feto, e con questo dimostrando in modo lampante che la narrazione della gestazione come un processo impersonale nella realtà non lo è affatto.

Content not available.
Please allow cookies by clicking Accept on the banner

Nessuna allusione a quel bambino che per tutta la vita probabilmente cercherà il suono di quel battito cardiaco che lo ha portato alla luce. La battaglia per l’abolizione della maternità surrogata è una battaglia di civiltà e non ci fermeranno. Lotteremo fino a quando questa pratica aberrante non verrà bandita universalmente.

 

Chi ha scritto questo post

Roberta Trucco

Roberta Trucco

Classe 1966, genovese doc (nel senso di cittadina innamorata della sua città), felicemente sposata e madre di quattro figli. Laureata in lettere e filosofia. Da sempre ritengo che il lavoro di cura non si limiti all'ambito domestico, ma debba investire il discorso politico sulla città. Per questo sono impegnata in un percorso di ricerca personale e d’impegno civico, in particolare sui contributi delle donne e sui diritti di cittadinanza dei bambini. Amo l'arte, il cinema, il teatro e ogni tipo di lettura. Da alcuni anni dipingo con passione, totalmente autodidatta. Intendo contribuire alla svolta epocale che stiamo vivendo con la mia creatività unita a quelle delle altre straordinarie donne incontrate nella splendida piazza del 13 febbraio 2011 di Se non ora quando. Credente, definita dentro la comunità una simpatica eretica, e convinta "che niente succede per caso."

https://www.facebook.com/roberta.trucco.5/about
http://27esimaora.corriere.it/author/roberta-trucco/

Commenta

Questo Sito utilizza cookies per migliorare la tua esperienza. Proseguendo nella navigazione acconsentirai al loro utilizzo. Scopri di più

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi