UNIONE EUROPEA

La Ue fa ricorso alle donne

Antonella Crescenzi

Dobbiamo o no rallegrarci per la nomina di Ursula von Der Leyen alla Presidenza della Commissione e Christine Lagarde a quella della Bce? Direi di sì, per alcune semplici ragioni. È la prima volta che due donne, e contemporaneamente, salgono ai vertici delle istituzioni  europee. È il riconoscimento che nei momenti difficili, come quello che stiamo attraversando in Europa, uno sguardo diverso e un approccio al tempo stesso lungimirante e pragmatico, spesso propri delle donne, possono essere importanti.

Sono entrambe competenti, con un lungo e ricco curriculum professionale alle spalle, un’esperienza politica e di gestione dei problemi complessi nel mondo globalizzato, un’attenzione ai problemi sociali, alle disuguaglianze crescenti, alle difficoltà delle famiglie, ai temi della parità di genere.

Certo, sono anche l’espressione del blocco franco-tedesco, della linea di Angela Merkel, dei partiti popolari e liberaldemocratici, della impostazione di politiche economiche ispirate al modello del Fmi seppure rivisto e corretto alla luce degli effetti della crisi mondiale.

Questi punti di riferimento, criticati da molti ma ancora resistenti in mancanza di più valide alternative, saranno certamente alla base della loro futura azione politica. Tuttavia, la sfida sarà proprio quella di aggiungerne altri, tesi a cogliere e portare avanti istanze di cambiamento non più rinviabili. Gestire lo sviluppo in un mondo in continua trasformazione.

Per Lagarde la strada è stata aperta con un successo straordinario da Mario Draghi che ha inaugurato una conduzione flessibile della politica monetaria impensabile per la Bce solo fino a pochi anni fa. L’eredità di Draghi è pesante ma l’accortezza con cui Lagarde ha guidato il Fondo nella burrasca della crisi della Grecia e negli scontri sul commercio con la Cina lascia ben sperare.

Per von Der Leyen la missione potrebbe essere più difficile perché l’eredità di Junker è più labile, anche se ha tentato di lanciare un nuovo Piano Delors per gli investimenti. Si tratta di imprimere una vera svolta e volare alto. Staremo a vedere.

Chi ha scritto questo post

Antonella Crescenzi

Antonella Crescenzi

Economista, sono stata dirigente del Ministero dell'Economia e delle Finanze e della Presidenza del Consiglio dei Ministri; ho curato l'analisi dell'economia italiana, le politiche europee, le tematiche del lavoro e di genere. Ho pubblicato vari scritti su tali aspetti e sulla crisi economica mondiale. Sono sposata da 35 anni e ho un figlio musicista. Vivo a Roma. Non sono mai stata iscritta a partiti, sindacati e associazioni ma ho sempre avuto a cuore la questione femminile. Partecipando a Se non ora quando, prima, e a Libere, dopo, ho creduto di fare la cosa giusta per favorire un cambiamento non più rinviabile della nostra società.

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