BATTAGLIE UNIONE EUROPEA

Sovranismo, prime vittime le donne ma da loro viene la speranza

Annamaria Riviello
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Lo scoramento è grande, mi sembra di essere arrivata in un Paese che non conosco, che non avevo mai visto. L’Italia ha vissuto tanti periodi bui, alcuni atroci, ma tutto sembrava avere una ragione, ogni atto violento veniva condannato e si scendeva in piazza per difendere la nostra democrazia. Accanto ai miei compagni che difendevano la loro dignità di cafoni ho imparato che essere migliori si può, anche nelle situazioni che sembrano perse.

Come è noto un gruppo di consapevoli estremisti ha gridato allo stupro della capitana Carola Rackete e a quello delle mogli dei deputati saliti a bordo della sua nave per recare conforto ai migranti stremati, dimostrando in modo illuminante che le prime vittime del pensiero autoritario sono le donne. Ma una maggioranza altrimenti rumorosa tace. Tace il Governo del Paese. Tacciono le maggioranze in nome dell’Italia offesa e invasa. Una enorme menzogna si fa realtà.

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Pubblicato da Se Non Ora Quando – Libere su Lunedì 1 luglio 2019

Il grande mutamento geopolitico in atto, che avrebbe bisogno di programmi lungimiranti, analisi differenziata, conoscenze storiche e una visione del futuro, viene degradato ad una battaglia (persa) di ‘noi contro di loro’, come un cattivo gioco in cui i vinti muoiono davvero, ma i vincitori non si salveranno.

La crisi del pensiero che aveva messo al centro l’individuo e i suoi desideri è in mano alla reazione oscurantista. L’Occidente è stato nel suo insieme capitalismo, democrazia, diritti. Tutto questo è in crisi. Avanza il sovranismo autoritario, Putin ha sancito la fine del liberalismo, il suo fallimento. Epigoni seguono. Ma non c’è via di scampo a tutto questo?

Intanto le donne. Guardiamo a una libertà che non prevarica, unisce non divide. Una libertà che nasce dall’incontro e produce parola e senso ma non la confonde con l’onnipotenza, che rammenta che il corpo e la mente sono una medesima cosa e che nasciamo inermi e esposti allo sguardo degli altri per tutta la vita. Tutto questo, crea legame sociale, comune umanità.

Sono alcune buone ragioni per non rinunciare alla speranza. Sono piccole schegge di un’altra grana ma anche in esse inciamperanno questi colossi di sabbia.

 

Chi ha scritto questo post

Annamaria Riviello

Annamaria Riviello

Nata nel Sud d’Italia, in Basilicata da cui sono partita per poi sempre tornare, ho avuto modo di vedere e partecipare nella mia ormai lunga vita alle tante conquiste delle donne. Ho insegnato, fatto politica e mi sono anche cimentata nella ricerca e nella scrittura. Ho avuto quattro figli. Sono convinta che una società che sappia accettare la libertà femminile sia una società migliore ma che tocca ancora alle donne far valere la differenza non più separate dagli uomini e dalla società, ma in costante, autorevole e possibile dialogo.

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