DONNE&GOVERNO RIPRENDIAMOCI LA MATERNITÀ UNIONE EUROPEA

Ursula, una donna fa la differenza?

Cristina Comencini
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L’elezione di Ursula Von der Leyen come prima donna presidente della Commissione Ue ci pone dinanzi a un interrogativo. Ha ancora senso pensare che l’arrivo delle donne alla leadership dell’Europa e del Mondo possa mutare la politica, i suoi metodi e i suoi scopi, per tutti e non solo per la parte politica da cui proviene? Alcune non lo pensano, io sì!

Ursula von der Leyen ha un curriculum di studi e di incarichi passati notevole. Si è occupata di affari sociali, di donne, di famiglia, di asili nido, di lavoro, di difesa. Tutto questo garantisce, in un momento di generale impreparazione dei responsabili della politica, la capacità di occuparsi della questione forse più importante: “costruire una Europa forte e unita, pronta a combattere per il futuro e non contro se stessa.” 

Ma io aggiungo che Ursula von der Leyen ha figli, come Simone Veil che lei stessa ha citato nel suo discorso. Porre al centro della politica la maternità, come atto creativo, di responsabilità e di limite all’azione umana, garantisce qualcosa di più e di completamente nuovo: il senso dell’altro da sé, inciso nella mente, nel modo di ragionare, nel corpo e nelle sue età. Ogni donna, madre o non madre per scelta, lo possiede, ci nasce.

Per questo l’accesso delle donne al potere ci offre questa occasione, non sempre raccolta dalle donne stesse, di un modo nuovo di pensare la politica. E mi chiedo e vi chiedo, perché allora proprio nel nostro Paese, e principalmente tra i progressisti, le donne non fanno rete tra loro e non condividono con gli uomini il potere?

 

Chi ha scritto questo post

Cristina Comencini

Cristina Comencini

Scrivo libri e dirigo film. Negli anni settanta ho partecipato al movimento femminista. Ero diventata madre giovanissima e la relazione con altre donne mi ha aiutato a capire me stessa, la mia vita. Abbiamo concepito e scritto l’appello del 13 febbraio 2011 perché pensavamo che era arrivato il tempo di rimetterci a lavorare tutte insieme intorno a un progetto comune per fare dell’Italia un paese anche per noi. Oggi credo che la nuova frontiera per le donne sia la costruzione con gli uomini di un mondo a due diversi e pari. E uno dei temi fondamentali che dobbiamo portare nella società è proprio una nuova maternità, la relazione con l'altro da sé che le donne hanno nel corpo, nella mente, nella loro storia.

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