DONNE&GOVERNO

Salvini attacca Boschi, il sessismo versione social

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Cecilia Sabelli
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Il nostro ministro degli Interni, Matteo Salvini organizza l’ennesima rissa social, stavolta ai danni dell’onorevole Boschi. Invece di stare al merito, rispondendo sui fatti, reagisce alla mozione di sfiducia presentata contro di lui dalla deputata Pd, deridendola sulla sua bacheca. Certamente non ignora il temperamento dei suoi follower, storditi dalla profusione di emoji. Sa che di lì a poco si riuniranno sotto il suo post per ricoprirla dei peggiori insulti sessisti. Ne ha fatto esperienza in numerose occasioni, non ultima quella della capitana della SeaWatch 2, Carola Rackete.

Nei commenti, per la maggioranza irripetibili, si fa ricorso a minacce di tutti i tipi e a epiteti vergognosi. Si cerca di dimostrare l’inadeguatezza di Boschi con volgarità sulla sua femminilità o sul suo aspetto. Si rifiuta, di fatto, il confronto politico fomentando lo scontro, che in questo caso scivola tutto sul piano sessista con inaudita violenza. Perché è proprio questo che fa il sessismo versione social: scatena la gogna, fatta del risentimento di chi non ha mai accettato che le donne hanno conquistato voce e posizioni. È una rabbia viva e diffusa, di chi non accetta che le cose sono cambiate, irreversibilmente, le donne abitano gli stessi spazi degli uomini e ne condividono il potere.

Questo modo di essere percepite nello spazio pubblico ci riguarda dunque tutte. Ecco perché il richiamo alla trasversalità è d’obbligo. Tutte le donne, quelle della Lega in particolare, dovrebbero sentirsi offese, rompere il silenzio su questa vicenda e dire che non è accettabile. Nulla di tutto questo era accaduto nella precedente legislatura, quando a parti invertite era stato Matteo Salvini a chiedere la sfiducia per l’allora ministro Boschi.

Banchi governo

Banchi governo

Salvini è un ministro della Repubblica, non può dare voce a tanta violenza verbale contro una donna, solo perché sua avversaria politica. Tanto meno può farlo sullo stesso spazio da cui, appena qualche giorno, fa lodava l’approvazione di Codice Rosso per la tutela delle vittime di violenza. Possibile si senta così poco responsabile di quello che sta accadendo da non far moderare, come sempre si fa in questi casi, al suo social manager quei commenti?

 

 

Chi ha scritto questo post

Cecilia Sabelli

Cecilia Sabelli

Nasco a Roma, nello stesso anno in cui un Papa abbraccia il suo attentatore, un militare sovietico evita la guerra nucleare e una nota azienda informatica rilascia la prima versione di Word. Tutte anticipazioni sul mio futuro. Non diventerò Pontefice e non sventerò guerre, ma mi dedicherò all'arte dello scrivere imparando tanto nelle redazioni di Radio Vaticana, e di servizi esteri di agenzie stampa come l'AdnKronos. Giovane e donna, vivo, mi interrogo e scrivo di entrambi le condizioni. Mi sono affidata a Se non ora quando-Libere per trovare risposte: voglio capire come capitalizzare i risultati delle lotte che altre hanno fatto o stanno facendo per la mia libertà. Come reagire a una natura che mi impone dei tempi e a una società che sfrutta la scienza perché io li ignori pur di essere produttiva. Per ricambiare sono diventata autrice e web-editor del sito del gruppo. Finite le domande volerò in Brasile per parlare la lingua in cui ho avuto l’immenso piacere di discutere la mia tesi di laurea.

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