OCCUPAZIONE FEMMINILE

Asili nido e parità: caro Premier, le donne non chiedono omaggi

Francesca Marinaro
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Nel suo discorso per la fiducia, Conte si è impegnato a curare le parole e ad adoperare “un lessico più consono e più rispettoso delle persone”. Si tratta di un intento importante. Proprio per questo auspichiamo che il presidente del Consiglio non utilizzi le parole “omaggio alle donne” riferendosi al sacrosanto diritto delle donne alla parità salariale. Le donne, infatti, sono la maggioranza della popolazione; sono quelle che hanno fatto la rivoluzione più importante nel secolo scorso e posto l’urgenza di un’azione riformatrice in Italia e in Europa.

Il lavoro delle donne: volano per lo sviluppo di tutti i paesi 

È evidente, quindi, che per cancellare le disparità tra uomini e donne nel mercato del lavoro, le politiche pubbliche dovrebbero essere maggiormente inserite in un’ottica di genere. Perché non è solo un’elementare questione di equità fra i sessi, ma costituisce un vero e proprio volano per lo sviluppo. È risaputo ormai che ciò che fa la differenza sul reddito di un Paese e il suo sviluppo, è proprio il lavoro delle donne.

In riferimento a questo, si ritiene che nelle società postindustriali, le maggiori prospettive d’incremento occupazionale si concentrino proprio attorno ai servizi alla persona e alle famiglie. Ed è proprio su questo terreno che l’Italia appare intrappolata in un circolo vizioso: scarsità di servizi e bassa partecipazione femminile, che a sua volta è collegata alla scarsità di servizi, primi fra tutti gli asili nido. Una situazione che accentua le diseguaglianze uomo-donna, con conseguenze negative per la natalità e la tenuta della coesione nazionale ed europea.

Una società vivibile per uomini e donne

Il mutare dei modelli familiari e delle relazioni tradizionali richiede nuovi obiettivi di organizzazione del lavoro domestico e di cura. Attività tradizionalmente svolte dalle donne, ma che da oggi possono vedere protagonisti anche gli uomini e i servizi pubblici. Questi si potrebbero acquistare anche sul mercato, con regole di organizzazione e misure di tutele precise per tutti.

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Le donne non chiedono “omaggi”, ma una diversa organizzazione della società: una società vivibile per donne e uomini. Se come prima misura in questa direzione arriveremo finalmente a dotare il Paese di un piano serio sugli asili nido e la prima infanzia, sarà sicuramente una buona cosa per le donne.

Chi ha scritto questo post

Francesca Marinaro

Francesca Marinaro

Amo definirmi un’italo-belga; figlia di emigrati italiani in Belgio, negli anni ’60 ho studiato e vissuto a Bruxelles fino al 1991. L’impegno politico prima nel Pci e dopo nel Pd a sostegno dell’integrazione europea è stato per me il modo migliore per approfondire e portare a sintesi questa mia doppia appartenenza culturale. Sono stata particolarmente attiva nei movimenti europei a sostegno dei diritti delle immigrate e degli immigrati. Nella mia esperienza politica e istituzionale - parlamentare europea nel 1984 e senatrice nel 2008 - “l’Europa delle donne e delle persone” è sempre stato un terreno privilegiato d’impegno e di elaborazione. L’ho fatto e continuo a sostenerlo con lo spirito di chi vuole dare una mano, unendo quel che si può e si deve cercare d’unire per dare forma e consistenza a una società a dimensione di uomini e donne.

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