FEMMINISMO SGUARDI

Ciao Maria, ci mancherai

Lettera a Maria Chiaia, donna di straordinario valore umano e intellettuale, scomparsa lo scorso 3 ottobre. La nostra Donatina Persichetti ne racconta con intenso affetto, l’impegno a favore delle donne e gli insegnamenti. 

Addio Maria cara, 

è difficile e doloroso accettare il tuo viaggio verso l’aldilà senza poter ripensare e ripercorrere il tuo sapere; il tuo pensiero così profondo, eppure tanto accessibile, scorrevole e stimolante, e in continua evoluzione   

Dovremo trovare un modo nuovo per continuare ad arricchirci della tua saggezza. Possiamo farlo solo recuperando quanto è già presente in noi di quello che ci hai trasmesso nelle esperienze condivise e nella tua preziosa produzione letteraria. Lì ritroviamo le radici del nostro cammino di donne e la visione del futuro.

Un passato, un presente e un futuro che leggevi con una fede profonda in Dio e nella possibilità dell’essere umano di ritrovare, in sé e nelle proprie azioni, il valore della giustizia per il bene comune.

Il desiderio di continui approfondimenti, di dubbi da chiarire, accompagnava le tue convinzioni per una ricerca più attenta della verità, quella più vicina alle persone e ai loro bisogni. Per questo, le donne le hai ascoltate e narrate tutte: credenti e non credenti, giovani e meno giovani, perché il tempo della libertà e della democrazia, dicevi, non può avere recinti. Ciascuna è un frammento del grande mosaico delle donne per il cambiamento.

Dando voce alle “Protagoniste nascoste” (Ed. Studium 2018), hai voluto dare anima al passato e trasmettere alle giovani generazioni la forza delle donne del ‘900, non come solo elemento storico, ma per sottolineare che attraverso la determinazione femminile si può generare il cambiamento della società in libertà e giustizia. Un messaggio che ci ha consentito, con te come testimonial, di dibattere con tante ragazze e invitarle a non tarpare le ali al loro futuro, delegando ad altri la conquista dei diritti. Perché solo mettendosi in gioco in prima persona si può realizzare se stesse e costruire un nuovo Umanesimo. Occupare gli spazi della politica pur tanto controversa è non solo un diritto ma un dovere.

Ricordi quanta ricchezza di contenuti nei nostri incontri, in cui tu affermavi il valore della differenza ancora più che dell’uguaglianza?

Hai sostenuto con forza la tesi della reciprocità delle relazioni tra uomini e donne, dell’Ethos della responsabilità, per comporre l’unità dei due. Ci hai spronate a  ricercare la nostra spiritualità, ad affermare l’identità di ciascuna, a non omologarci al pensiero unico, perché il neutro è segno di crisi, di debolezza, di assenza di democrazia. Ci hai convinte che la ricchezza della differenza è bellezza, apertura al futuro, conquista di pace in un mondo tanto tormentato e diviso (M. Chiaia” Sulle orme di Antigone” Ed. Studium 2009).

Tutta la tua vita l’hai dedicata all’approfondimento dei temi religiosi, storici e filosofici, inerenti il cammino dell’umanità e del progresso civile, con una costante ricerca del confronto e con una costante ricerca e volontà di dialogo.

Fin da quando eri una giovane laureanda in Lettere classiche all’Università di Bari, hai maturato la tua coscienza culturale e religiosa, partecipando alle attività dell’Azione cattolica, della FUCI e poi del Movimento laureati cattolici. L’insegnamento di Aldo Moro, allora leader degli universitari cattolici, ti ha dato la spinta ad affinare il pensiero insieme all’azione. Come responsabile del gruppo “Mulieris Dignitatem”, presso l’Ufficio Pastorale Sociale e del Lavoro della CEI, hai ravvisato nell’emancipazione femminile una forma di responsabilità sociale e politica delle donne che doveva interpellare anche la Chiesa. La figura di Caterina da Siena incarnava per te l’esempio, di donna mistica e d’azione al contempo, che ci proponevi per dirci che tutto è possibile se la motivazione è forte e condotta verso il bene.

Oggi, Maria, potresti essere fiera del tuo impegno: la Chiesa si sta aprendo, proprio come volevi tu!

La tua figura carismatica si è imposta silenziosamente e con delicatezza!

Hai condotto importanti battaglie. Dapprima come Presidente del Centro italiano femminile (CIF), in un periodo di sconvolgimenti politici e sociali molto forti (dal 1989 al 1998); poi come responsabile italiana della Lobby Europea delle donne, come membro della Commissione delle Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministr;i e infine nel tuo impegno a seguire gli eventi mondiali per affermare le parità dei diritti (nella IV Conferenza mondiale di Pechino del 1995).

La povertà crescente era una spina nel cuore! “In un contesto povero di progettualità e soprattutto attraversato da una grave crisi economica ed etica, emerge in primo piano il valore della persona umana, soprattutto laddove è più debole ed indifesa, mentre la domanda di futuro sembra dover cercare qualche risposta positiva nel tessuto fecondo della storia e dell’esperienza passata”(Maria Chiaia “Sulle orme di Antigone”, Ed. Studium 2009).

Guardavi con preoccupazione alle emergenti marginalità sociali, ritenendole una negazione della dignità della persona e un impoverimento del tessuto culturale e sociale. Ci spingevi a ricercare in ogni modo il coinvolgimento delle Istituzioni, per sollecitare l’emanazione di norme legislative per arginare le nuove povertà, fare squadra per vincere le resistenze. Soprattutto ritenevi prioritario investire le donne, le giovani donne, a ricoprire ruoli di responsabilità politica, quale soluzione per dare modernità ad un Paese obsoleto, dirimere i nodi culturali e sociali e guardare con speranza al futuro.

Affermavi in un’intervista:”Le donne della mia generazione si sentono depositarie di un percorso straordinario di emancipazione, che non ha ancora esaurito la sua spinta propulsiva. Conquiste difficili sembrano realtà scontate, non pienamente comprese e apprezzate dalle giovani generazioni”… “Le conquiste femminili, che hanno caratterizzato il Novecento, costituiscono un patrimonio da trasmettere, non tanto come nostalgia di un glorioso passato, ma come consegna di un progetto non ancora concluso”. (Maria Chiaia, Sulle orme di Antigone, Ed. Studium, 2009)

E mi dicevi “non arrenderti mai, non arrendetevi mai!”. Ogni giorno si riafferma una conquista e ne avanza un’altra…ma sempre nella ricerca del NOI.

E quanta gioia ti ha dato la discesa in campo di milioni di donne il 13 febbraio del 2011 sotto l’insegna di “Se non ora quando?“, quanta nuova energia ne hai tratto, nella convinzione che il cammino delle donne non si era arrestato.

Grazie, Maria!

Sei stata e continuerai ad essere una grande “Madre” per tutte noi. Ci mancherai. La tua autorevolezza intellettuale, la saggezza, l’amore puro che ci hai fatto scoprire resterà una nostra preziosa eredità.

Chi ha scritto questo post

Donatina Persichetti

Donatina Persichetti

La mia storia si lega, da oltre trent’anni, ad una vivace esperienza nel campo del sociale. Mi sono occupata di servizi per l’infanzia; di tutela del lavoro in settori a grande prevalenza di donne; di politiche per il territorio come responsabile di Zona Sindacale e partecipo ad attività di partito nella ferma convinzione che per cambiare la politica bisogna frequentarla. Questo background mi ha consentito di approfondire le questioni femminili e verificare l’arretratezza sociale e culturale in cui affonda il nostro paese, negando sviluppo e modernità. Ho aderito da subito al progetto di “SeNonOraQuando?”, ritenendo che solo attraverso l’interazione tra i diversi valori, linguaggi e differenti opinioni si può scardinare l’oscurantismo di democrazia paritaria italiana.

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