BATTAGLIE

La coraggiosa lotta delle donne per un nuovo mondo

Roberta Trucco
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Hanno ucciso Havrin Khalaf, segretaria generale del partito per il Futuro della Siria, partito che aveva messo al centro del suo manifesto la parità femminile. L’hanno fatta saltare in aria. La sporca guerra contro le curde e i curdi è l’estremo tentativo del patriarcato di non soccombere come modello per tutte e tutti. Un’esibizione muscolare verso chi ormai non è più disposto a mostrarsi remissivo e obbediente. In tutte noi e in tutti noi sono impresse la immagini delle giovani resistenti di Kobane: capitane che si sono sacrificate per difendere il loro popolo e le loro famiglie  dall’ISIS, massima espressione della violenza patriarcale.

L’arresto di Jane Fonda a Washington

A pensarci bene, la guerra contro le donne in tutto il mondo è stata ingaggiata da tempo dai potenti; dai capi di stato di importanti democrazie occidentali; dal capitalismo; dalle multinazionali; dall’economia; dalla filosofia; dalla scienza; da chi non tollera che la propria immagine venga offuscata per mano di ragazzine o di anziane signore. Basta guardare all’arresto di Jane Fonda, sulle scale del campidoglio a Washington, mentre con poche altre attiviste protestava per il climate change. Vestita di rosso, a 81 anni, in silenzio sugli scalini, con il suo stare lì con tutto il suo corpo, un corpo invecchiato, ma orgogliosamente mostrato diritto: era straordinariamente potente, più di mille discorsi di presidenti pronunciati davanti a migliaia di persone da sempre amplificati dalla ridondanza dell’informazione e delle celebrazioni istituzionali. Un gesto di tale forza di insubordinazione da indurre all’arresto.

Jane Fonda arrestata a Washington

Jane Fonda arrestata a Washington

Il fantoccio di Greta e le critiche al FFF

Basta pensare al fantoccio di Greta impiccata sotto un viadotto a Roma; alla quantità di parole spese dai giornalisti, dagli opinionisti, dai filosofi per spiegare ai 7 milioni di ragazzini che si sono mobilitati per il Friday for Future che i complessi problemi del pianeta non si risolvono manifestando per le strade delle città. Inaccettabile l’insubordinazione di chi “per legge naturale” deve stare sotto la patria potestà: i bambini e le donne. Inaccettabile persino per quei maschi intellettuali di sinistra, da sempre paladini dei movimenti progressisti, i quali continuano a raccontare  le ragioni di queste guerre senza tener conto di questa verità.

Greta, Malala, 'piccole donne' coraggiose, esempi di forza femminile #AnnamariaRiviello #FridaysForFuture

Pubblicato da Se Non Ora Quando – Libere su Lunedì 30 settembre 2019

Nuovi modelli di convivenza e sostenibilità

La ribellione delle donne è iniziata ormai tanti anni fa. Le donne hanno guidato le primavere arabe, poi sono state silenziate, ma come un fiume carsico il loro grido ha percorso in profondità i paesi del mondo e li ha raggiunti uno ad uno. Oggi il fiume riemerge con la forza di un geyser e contagia le giovanissime e a seguire i loro compagni, cresciuti con nuove parole dalle madri. È chiaro che l’agonia del capitalismo, un drago ferito a morte, porta sofferenze atroci, senso di impotenza e tanta rabbia. Ma noi non ci fermeremo, se sapremo tradurre con nuove parole questi avvenimenti, sapremo resistere a chi vuole mantenere lo status quo, a chi non sa immaginare nuovi modelli di convivenza e di sostenibilità.

Le alternative ci sono, possiamo davvero cambiare. Il tempo stringe, c’è bisogno di intendere l’esercizio di potere in modo diametralmente opposto a quanto fatto fino ad oggi. Bilanciare gli sguardi tra diversi e mettere i nostri corpi, con tutto il loro sapere e le loro esperienza, in prima linea, mostrando a chi governa che non siamo manipolabili, non più!

 

Chi ha scritto questo post

Roberta Trucco

Roberta Trucco

Classe 1966, genovese doc (nel senso di cittadina innamorata della sua città), felicemente sposata e madre di quattro figli. Laureata in lettere e filosofia. Da sempre ritengo che il lavoro di cura non si limiti all'ambito domestico, ma debba investire il discorso politico sulla città. Per questo sono impegnata in un percorso di ricerca personale e d’impegno civico, in particolare sui contributi delle donne e sui diritti di cittadinanza dei bambini. Amo l'arte, il cinema, il teatro e ogni tipo di lettura. Da alcuni anni dipingo con passione, totalmente autodidatta. Intendo contribuire alla svolta epocale che stiamo vivendo con la mia creatività unita a quelle delle altre straordinarie donne incontrate nella splendida piazza del 13 febbraio 2011 di Se non ora quando. Credente, definita dentro la comunità una simpatica eretica, e convinta "che niente succede per caso."

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