RIPRENDIAMOCI LA MATERNITÀ UNIONE EUROPEA

Decisive le politiche a favore della maternità

Francesca Marinaro
Scritto da

Il Consiglio d’Europa – che è bene ricordare: non è un organo dell’Unione europea – nel suo rapporto sull’attuazione in Italia della Convenzione di Istanbul sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne, nel sottolineare le criticità esistenti nel nostro paese per un’effettiva parità uomo donna, pone una questione che richiede tutta la nostra attenzione.

In questo primo studio sull’Italia, infatti, realizzato da GREVIO (gruppo di 25 associazioni di donne e professioniste coordinato da D.I.Re), una delle criticità riguarda “la tendenza del Paese a confondere e ridurre le politiche di uguaglianza di genere in termini di politiche famigliari e di maternità”. Un approccio personalmente difficile da condividere perché tende a cancellare l’identità femminile, vale a dire il fatto che la donna è portatrice di vita. Appare invece sempre più evidente che per un’effettiva parità uomo donna bisogna fare i conti anche con le politiche “famigliari e di maternità”.

Senza la differenza rimane solo la ‘teoria del neutro’

Volerla oscurare significa solo sposare la teoria del neutro, in cui la differenza uomo donna si confonde con tutte le altre differenze di genere; con un piccolo particolare che sfugge ai tanti e tante: le donne non sono una piccola minoranza ma la maggioranza della popolazione italiana. Questo è un problema reale e finché le cose non cambiano, non sono solo le donne a pagarne le conseguenze, ma tutto il Paese.

L’Italia è il Paese con il tasso di nascita più basso al mondo. Siamo tra i Paesi europei con il tasso di occupazione femminile più bassi. Siamo il Paese dove le donne sono arrabbiate con la Politica, molto più dei maschi. Di fronte a una situazione di questo tipo sarebbe buona cosa che le pari opportunità costituissero uno dei principi fondamentali di tutte le politiche di governo. Qui la vera questione è quella di dare valore sociale alla maternità, appunto come valore di tutte e tutti, e non certo quella di cancellarla.

Pari ma differenti

La lotta alla violenza sulle donne è strettamente legata alla differenza uomo donna e si gioca su più fronti. Ma tutto deve essere fatto dentro  un disegno: una visione di società di donne e uomini uguali ma differenti. Una visione volta a promuovere la libertà femminile come possibilità di affermare la propria identità.

Chi ha scritto questo post

Francesca Marinaro

Francesca Marinaro

Amo definirmi un’italo-belga; figlia di emigrati italiani in Belgio, negli anni ’60 ho studiato e vissuto a Bruxelles fino al 1991. L’impegno politico prima nel Pci e dopo nel Pd a sostegno dell’integrazione europea è stato per me il modo migliore per approfondire e portare a sintesi questa mia doppia appartenenza culturale. Sono stata particolarmente attiva nei movimenti europei a sostegno dei diritti delle immigrate e degli immigrati. Nella mia esperienza politica e istituzionale - parlamentare europea nel 1984 e senatrice nel 2008 - “l’Europa delle donne e delle persone” è sempre stato un terreno privilegiato d’impegno e di elaborazione. L’ho fatto e continuo a sostenerlo con lo spirito di chi vuole dare una mano, unendo quel che si può e si deve cercare d’unire per dare forma e consistenza a una società a dimensione di uomini e donne.

Commenta

Questo Sito utilizza cookies per migliorare la tua esperienza. Proseguendo nella navigazione acconsentirai al loro utilizzo. Scopri di più

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi