NO ALL'UTERO IN AFFITTO

Utero in affitto: una battaglia vinta!

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Lo sosteniamo in tante/i da sempre: pronunciarsi sulle grandi questioni della modernità è un dovere della politica e la maternità surrogata è una di queste. Forse la più importante. Che valore diamo alla nostra umanità? Qual è la nostra idea di Progresso, Limite, Libertà, Corpo e più importante di tutto: legittimare una pratica simile come influenza la nostra concezione della Maternità? Esporsi su questo tema significa rispondere a domande non facili come queste, sapendo che dalle risposte dipende il nostro futuro e la possibilità di fare gravi passi indietro sul faticoso cammino verso la piena libertà femminile.

Dopo anni di tentativi – tra i più noti ricordiamo il Convegno internazionale “Maternità al bivio” tenutosi presso la Camera; la conferenza stampa indetta dopo la proposta di regolamentazione dell’ufficio nuovi diritti della CGIL; e altri episodi meno conosciuti ma non meno importanti -, ci siamo riuscite: l’attuale governo ha espresso un ‘no’ compatto e trasversale alla maternità surrogata.

Il sostegno è arrivato dalla ministra Bellanova e da Matteo Renzi (Italia Viva), che si sono detti disponibili a inserire la lotta alla surrogata nel programma di governo; c’era già il netto no di Luigi di Maio (M5S) ed è arrivata infine anche la dichiarazione di Nicola Zingaretti: “Nel PD nessuno mette in discussione il divieto alla gestazione per altri”. Si aggiunge il netto no di Carlo Calenda, benché non faccia parte del governo. E tra le figure con cui da tempo lavoriamo in accordo ricordiamo: Mara Carfagna e Beatrice Lorenzin.

Dietro questo risultato, la lettera che abbiamo scritto insieme ad altre associazioni, gruppi e singole/i ai responsabili dei partiti e dei movimenti di centro-sinistra subito dopo la svolta del governo di Madrid. ➡️ Clicca qui per leggere il testo integrale della lettera.

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Siamo donne diverse per età, vita professionale e storie politiche. Molte di noi hanno fondato il grande movimento nato il 13 febbraio 2011 da un appello che si concludeva con le parole Se Non Ora Quando? Che libertà è il luogo dal quale lanciare alla società, alla politica e alla cultura la nostra nuova proposta: RIPRENDIAMOCI LA MATERNITÀ!

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