UNIONE EUROPEA

L’Europa delle donne e di chi lavora al bene comune

Francesca Marinaro
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In questa emergenza sanitaria l’Italia e il mondo stanno avendo conferma della forza, il coraggio, la tenacia e il talento delle donne. In Italia sono state tre ricercatrici a isolare il virus e anche in Cina sono donne le protagoniste di questa battaglia. Anche nelle istituzioni europee, come ad esempio la Commissione e la Bce, sono in tantissime impegnate ad affrontare l’emergenza e a dare le prime risposte.

Unione Europea, donne in prima linea

Penso alla sospensione del patto di stabilità; al piano da 750 miliardi della Bce; ai voli di rimpatrio per i nostri connazionali rimasti bloccati all’estero; allo sblocco delle esportazioni delle mascherine e degli strumenti sanitari necessari; ai finanziamenti per il vaccino; alla task force per coordinare i soccorsi; alle proposte per convertire il bilancio pluriennale dell’Ue alle nuove sfide per affrontare la ripresa e tutelare lavoratori, disoccupati, agricoltori, pescatori, etc.; agli aiuti della Bei (Banca europea per gli investimenti) alle imprese, in particolare piccole e medie, a trovare i finanziamenti.

Anche Ursula Von der Leyen e Christine Lagarde, sono due protagoniste nell’affrontare la crisi, mentre, i governi nazionali, o meglio una parte di loro, litiga. Credo sia arrivato il tempo per tutti noi di iniziare a distinguere le Istituzioni che nell’Ue danno effettiva concretizzazione alla solidarietà europea, vedi Commissione e Bce, e chi, invece, il Consiglio dei Ministri composto dai governi nazionali, rimane prigioniero delle vecchie logiche nazionali.

Non è giusto prendersela con tutta l’Unione europea senza distinzioni

Siamo sicuri che scaricare la responsabilità della scarsa tempestività nel dare risposte comuni da parte dei governi nazionali, su tutta l’Unione europea, senza distinzione, sia corretto? Io credo non aiuti ad affrontare il nemico invisibile che tutti i Paesi dell’Ue e del mondo hanno di fronte. L’Unione europea ha Istituzioni predisposte per assicurare l’interesse comune (Commissione e Bce) e per rappresentare gli interessi nazionali (Consiglio dei ministri). La convivenza tra queste due realtà sta nell’arte della politica, della mediazione, soprattutto per quel che attiene alle misure che non sono previste nei Trattati vigenti. La Commissione e la Bce, nel rispetto delle loro prerogative attribuite dai Trattati, stanno lavorando per dare forma concreta alla solidarietà europea e all’interesse comune. Mentre i governi nazionali, o almeno parte di essi, cercano di deresponsabilizzarsi dall’interesse comune.

Governi nazionali  guardino agli  interessi comuni

Oggi più che mai, quindi, quello che serve è incalzare i governi nazionali sulla necessità di affrontare l’emergenza costruendo il futuro. Un impegno che deve poggiare su un triplice sentimento di appartenenza: alla Nazione, all’Unione europea e a collettività di donne e uomini più vicini, più solidali, capaci di prendersi cura gli uni degli altri.

Von der Leyen e Lagarde, passati i primi giorni di incertezza, hanno dimostrato di aver capito che la battaglia contro il coronavirus non può essere combattuta in solitudine e quindi hanno iniziato ad agire di conseguenza. Spero che ora altre donne che sono nei governi nazionali agiscano in sintonia con loro e aiutino a uscire dall’incubo del virus più uniti e più forti. In questa battaglia le donne abituate a portare il peso del privato e quello sociale, possono fare la differenza.

Chi ha scritto questo post

Francesca Marinaro

Francesca Marinaro

Amo definirmi un’italo-belga; figlia di emigrati italiani in Belgio, negli anni ’60 ho studiato e vissuto a Bruxelles fino al 1991. L’impegno politico prima nel Pci e dopo nel Pd a sostegno dell’integrazione europea è stato per me il modo migliore per approfondire e portare a sintesi questa mia doppia appartenenza culturale. Sono stata particolarmente attiva nei movimenti europei a sostegno dei diritti delle immigrate e degli immigrati. Nella mia esperienza politica e istituzionale - parlamentare europea nel 1984 e senatrice nel 2008 - “l’Europa delle donne e delle persone” è sempre stato un terreno privilegiato d’impegno e di elaborazione. L’ho fatto e continuo a sostenerlo con lo spirito di chi vuole dare una mano, unendo quel che si può e si deve cercare d’unire per dare forma e consistenza a una società a dimensione di uomini e donne.

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