CHE SPETTACOLO

Tornare di Cristina Comencini esce on demand ed è una sorpresa

Rita Cavallari
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Dallo scorso 4 maggio è in streaming il nuovo film di Cristina Comencini, “Tornare”. Era stato presentato fuori concorso a Roma, alla Festa del Cinema nel mese di novembre. Lì avevo avuto l’occasione di vederlo. La casa di distribuzione aveva progettato di farlo uscire nel mese di marzo, ma le sale cinematografiche sono state chiuse. Il virus che ha colpito la nostra vita in modi impensabili ha stravolto anche il settore dello spettacolo.

Il 4 maggio uscirà on demand il film TORNARE di Cristina Comencini, previsto nelle sale per l’inizio dello scorso marzo….

Pubblicato da Angela Finocchiaro su Martedì 28 aprile 2020

Niente più proiezioni cinematografiche, né teatri, né concerti, né manifestazioni culturali che comportino un gruppo di persone assembrate a poca distanza tra loro per assistere a un evento. Improvvisamente, senza preavviso, la socialità, questo desiderio che abbiamo di fare le cose insieme ad altri, siano questi amici o conoscenti o anche perfetti estranei, è diventata tabù. Non si fa. È vietato. È una colpa.

Il caso di ‘Tornare’ sul piccolo schermo

Bene, prendiamo atto della situazione e diamoci pace: il film esce in streaming su Sky, TIM vision e altri canali a pagamento. Ma proiettare un film sul piccolo schermo, nell’intimità della casa, è cosa diversa dal farlo uscire in sala, lo cambia radicalmente nel suo senso profondo. Sgombriamo il campo da equivoci: esistono film fatti apposta per il piccolo schermo che non reggerebbero la proiezione cinematografica e film nati per il grande schermo, ormai fuori dalla programmazione, che la televisione proietta abitualmente.

Tornare

Disponibile on deman da oggi, lunedì 4 maggio, "Tornare", il film diretto da Cristina Comencini con Giovanna Mezzogiorno, Vincenzo Amato e Beatrice Grannò.Qui il Trailer Ufficiale#tornare #cristinacomencini #ondemand #trailerufficiale #thinkmovies

Pubblicato da ThinkMovies su Lunedì 4 maggio 2020

Questo è un caso atipico: nato per una sala cinematografica, va in TV per il coronavirus. Però in “Tornare”, con questa diversa vita del film proiettato in streaming, c’è qualcosa di particolare. È cambiato il mondo, e proprio per questo il film mantiene intatto il suo senso, anzi, se possibile, il suo messaggio esce fuori con maggior veemenza, come qualcosa di trattenuto che trova la forza di esplodere.

La casa scoperchiata dal virus

Il coronavirus ha scardinato il mondo e in particolare la vita delle donne. Le case si sono scoperchiate, vita privata e vita pubblica si sono mischiate, il lavoro ha perso il suo spazio autonomo ed anche la dimensione dei pensieri si è dilatata, volando fuori dal ristretto ambiente in cui uomini e donne si trovano a vivere. Qui, in questo mondo stravolto, va calato il senso del film.

Tornare è la vicenda di una donna e di una casa in cui la protagonista scava alla ricerca di un senso per la propria vita, ricordando la sua adolescenza, incontrando la bambina e la giovane donna che lei era stata. Interroga la casa alla ricerca di sé. E poi c’è la violenza, che la donna ormai adulta, realizzata nella vita, sente ancora come uno stigma che non si rimargina, qualcosa di oscuro e ancora non capito. Sono passati anni, ma ricordi dimenticati riemergono e ferite nascoste sanguinano di nuovo. I rapporti tra generazioni diventano vivi e il fatto che le generazioni siamo noi, noi adulte che siamo state adolescenti e bambine, dà una dimensione nuova alla memoria e al ricordo.

Dal tentativo di oblio a una nuova coscienza

Racconta Luciana Segre che per anni non è riuscita a parlare del campo di concentramento nazista in cui è stata rinchiusa da bambina. Tornata libera ha sepolto quella terribile esperienza sotto un cumulo di macigni pensando che tenendola nascosta l’avrebbe dimenticata. Non succede così. L’abbiamo imparato con il #metoo, quando rendere attuali violenze vecchie di anni ha contribuito a formare una nuova consapevolezza di sé.

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In “Tornare” la protagonista ha alle spalle una storia difficile e un tentativo di oblio. Nella casa disabitata, nei suoi angoli oscuri, tra i personaggi che ancora vivono nella memoria, la protagonista scava nel suo passato, raccoglie i pezzi della sua vita e raggiunge un nuovo equilibrio, mentre le presenze familiari si uniscono e si aiutano per un futuro nuovo.

A volte può succedere che il senso profondo di un film, proprio perché va sullo schermo domestico ed esce in un momento politico particolare, acquisti una intensità nuova. Questo mi sembra il caso di “Tornare”.

Chi ha scritto questo post

Rita Cavallari

Rita Cavallari

Sono nata a Roma alla fine della seconda guerra mondiale e ho vissuto la rinascita del nostro Paese, il boom economico, gli anni della contestazione, il femminismo. Sono laureata in architettura e ho lavorato per molti anni in un ente pubblico. Conosco il soffitto di cristallo e l'ho provato sulla mia pelle. Sono divorziata. Ho un figlio che lavora all'estero e due nipoti adolescenti che tornano spesso in Italia. A volte temo che sapranno scrivere correttamente solo in inglese e dimenticheranno l'italiano. Amo leggere e sono coordinatrice del Circolo dei lettori della Biblioteca comunale Villa Leopardi di Roma. A causa di un incidente traumatico sono paraplegica. Partecipo a Se non ora quando da marzo 2011 perché credo che si debba progettare il futuro a misura delle donne e che siano le donne a doversi impegnare per questo.

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