NO ALL'UTERO IN AFFITTO

Il futuro di quei bambini nati su commissione

Annamaria Riviello
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Quarantasei tra bambine e bambini, alcuni appena nati, altri di qualche settimana, sono ammassati in un hotel di Kiev. La voce gentile di un’operatrice della Biotexcom, una’agenzia ucraina per la maternità surrogata, spiega ai clienti, che lei chiama genitori, cioè a coloro che hanno richiesto una prestazione a una donna che porti avanti una gravidanza per loro, che i bambini stanno bene.

Il Covid19, l’odiato virus, in questo caso, sembra una specie di giustiziere di tante storture della nostra contemporaneità, blocca, infatti, nei propri Paesi gli acquirenti. Questi ultimi sono di varia nazionalità e parecchi sono italiani e in Italia, come è noto, la pratica è illegale.

Sembra un film dell'orrore e invece è la realtà: bambini nati da #uteroinaffitto stoccati come merce in un hotel di Kiev…

Pubblicato da Se Non Ora Quando – Libere su Giovedì 7 maggio 2020

Ora, la gentile giovane che ci spiega che bambine e bambini stanno bene ha il timbro giusto per rassicurare gli acquirenti. Si vedono babysitter che li vezzeggiano, li lavano, li portano all’aria aperta, un paradiso. Vuol dire che sono ben pagate per svolgere un così impegnativo lavoro.

Non so perché, una sensazione di sgradevolezza mi invade. Saranno vere quelle immagini? E poi quel mostrare in quel modo i bambini sembra dire: ‘non vi preoccupate, non vi consegneremo merce avariata’. Sono brutale, ma la brutalità non è la mia.

È noto che il feto sviluppa, a suo modo un dialogo con la madre e che il rapporto madre-figlio attiva la mente, congiunge sinapsi, dona la lingua, appunto, materna. Le immagini patinate che abbiamo visto, sulla cui perfetta corrispondenza al vero si può nutrire qualche ragionevole dubbio, non possono sostituire questo dialogo esclusivo e decisivo per un perfetto equilibrio psicofisico dei nuovi nati.

Chiamo l'ambasciatore italiano in Ucraina Davide La Cecilia per chiedergli se ha ricevuto la lettera della Rete contro l…

Pubblicato da Monica Ricci Sargentini su Venerdì 8 maggio 2020

L’appello all’Ambasciatore italiano è giusto ma non sembra aver avuto un buon esito. Intanto l’immagine di tutti quei bambini che non hanno trepidi genitori a guardarli come nelle vere nursery è davvero straziante e rimarrà impressa nella mente di chi l’ha vista. Speriamo che a vederla non siano quei bambini da adulti, avrebbero tanto da dire.

 

Chi ha scritto questo post

Annamaria Riviello

Annamaria Riviello

Nata nel Sud d’Italia, in Basilicata da cui sono partita per poi sempre tornare, ho avuto modo di vedere e partecipare nella mia ormai lunga vita alle tante conquiste delle donne. Ho insegnato, fatto politica e mi sono anche cimentata nella ricerca e nella scrittura. Ho avuto quattro figli. Sono convinta che una società che sappia accettare la libertà femminile sia una società migliore ma che tocca ancora alle donne far valere la differenza non più separate dagli uomini e dalla società, ma in costante, autorevole e possibile dialogo.

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