CHE RICOSTRUZIONE

Ricostruzione, la proposta: metà dei fondi per la parità

Francesca Marinaro
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In questi giorni sono tante le iniziative nazionali ed europee per richiedere interventi a sostegno delle donne nell’affrontare l’emergenza e la ricostruzione. Un’attenzione particolare va posta alla petizione #halfofit sostenuta da molte personalità europee, donne e uomini, che esorta la Commissione europea e il Consiglio europeo a garantire che almeno la metà del volume dei fondi che l’Unione europea metterà a disposizione degli Stati Ue, (in particolare quelli più colpiti dalla pandemia), sia dedicato alla parità tra donne e uomini, in tutti i settori della società: dall’occupazione, al lavoro, all’imprenditoria femminile, all’economia della cura, ai servizi, alla formazione, alla retribuzione.

La richiesta di un’equilibrata composizione di trasferimenti monetari a partire dal livello sovranazionale è importante, perché questa crisi, già lo si vede, grava essenzialmente sulle spalle delle donne. Nell’affrontare l’emergenza, le donne sono state centrali negli ospedali, nella famiglia, nella scuola, nei servizi essenziali come il commercio, mentre ora, dalle misure che si stanno predisponendo, in particolare nel nostro Paese, sono scomparse.

C’è chi pensa che ci sia un interesse superiore e quindi le donne debbano accettare di farsi da parte, e c’è chi addirittura pensa che debbano continuare a supplire all’assenza di servizi alla cittadinanza e di un adeguato Stato sociale, rimanendo a casa. Appare chiara quindi l’importanza della battaglia su una più equa distribuzione delle risorse pubbliche per affrontare la ripartenza. Perché non ci può essere ripartenza e rinnovamento dell’Italia e dell’Europa senza le donne. Oggi è arrivato il tempo per quest’ultime di osare di più. Metà dei fondi europei per le donne!

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Francesca Marinaro

Francesca Marinaro

Amo definirmi un’italo-belga; figlia di emigrati italiani in Belgio, negli anni ’60 ho studiato e vissuto a Bruxelles fino al 1991. L’impegno politico prima nel Pci e dopo nel Pd a sostegno dell’integrazione europea è stato per me il modo migliore per approfondire e portare a sintesi questa mia doppia appartenenza culturale. Sono stata particolarmente attiva nei movimenti europei a sostegno dei diritti delle immigrate e degli immigrati. Nella mia esperienza politica e istituzionale - parlamentare europea nel 1984 e senatrice nel 2008 - “l’Europa delle donne e delle persone” è sempre stato un terreno privilegiato d’impegno e di elaborazione. L’ho fatto e continuo a sostenerlo con lo spirito di chi vuole dare una mano, unendo quel che si può e si deve cercare d’unire per dare forma e consistenza a una società a dimensione di uomini e donne.

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