DISCUTIAMONE PARI E DIFFERENTI

J.K. Rowling, il saggio contro le accuse di omotransfobia

J.K. Rowling, autrice della saga di Harry Potter. Screenshot da un video della Casa Bianca_WikipediaCommons
J.K. Rowling, autrice della saga di Harry Potter. Screenshot da un video della Casa Bianca_WikipediaCommons
Libere
Scritto da

Di seguito la traduzione dal sito Portus del bellissimo saggio di J.K. Rowling, l’autrice di Harry Potter, femminista e liberal che per aver difeso Maya Forstater (una ricercatrice licenziata dal suo posto di lavoro al Center for Global Development per un tweet considerato “discriminatorio verso i trans” poiché sosteneva che “la differenza sessuale è biologica”) si è vista rovesciare addosso una valanga di accuse di omofobia, sessismo, razzismo, transfobia. Molto semplicemente aveva affermato: Rispetto il diritto di ogni persona trans di vivere in qualsiasi modo lo ritenga giusto per sé. Avrei marciato con te se fossi stato discriminato per il tuo essere trans. Nello stesso modo vorrei dire che la mia vita è stata plasmata dal mio essere donna. Non credo sia odioso dirlo”. Nel testo che segue le parole dell’autrice che sottoscriviamo in toto:

Non è un pezzo facile da scrivere, per ragioni che a breve diventeranno chiare, ma mi rendo conto che è il momento di chiarire le mie posizioni su un argomento circondato dalla tossicità. Scrivo questo senza l’intenzione di fomentare quella tossicità.

Per chi non lo sapesse: a dicembre ho twittato il mio sostegno nei confronti di Maya Forstater, un’esperta di fiscalità che aveva perso il lavoro a causa di quelli che erano stati definiti tweet “transfobici”. Aveva portato il suo caso al tribunale del lavoro, chiedendo al giudice di decidere se un pensiero filosofico sul concetto che il sesso sia determinato dalla biologia possa essere protetto dalla legge. Il giudice Tayler ha deciso che no, non lo è.

Il mio interesse nelle questioni trans si era destato un paio d’anni prima del caso di Maya: durante questo tempo avevo seguito da vicino il dibattito sul concetto di identità di genere. Ho incontrato persone trans, ho letto svariati libri, blog e articoli scritti da persone trans, da specialisti del genere, da persone intersex, psicologi, esperti di tutela, assistenti sociali e dottori, e ho seguito la discussione online e sui media tradizionali. Da un lato, il mio interesse riguardo l’argomento è stato professionale, perché sto scrivendo una serie di gialli ambientati al giorno d’oggi, e la mia protagonista detective ha un’età per cui può essere interessata e influenzata da esso. Dall’altro, è stato molto personale, come sto per spiegarvi.

Per tutto il tempo in cui ho compiuto le mie ricerche e mi sono informata, accuse e minacce da parte di attivisti trans hanno iniziato a comparire sulla mia timeline di Twitter. Tutto a causa di un “like”. Quando ho iniziato a interessarmi all’identità di genere e alle questioni transgender, ho iniziato a fare screenshot di commenti che mi interessavano, un modo di ricordare a me stessa cose sulle quali avrei fatto ricerche più tardi. In un’occasione, ho distrattamente premuto “like” anziché fare uno screenshot. Quel singolo like è diventato una prova di un presunto pensiero sbagliato, e a quel punto è iniziato un costante sottofondo di vessazioni online.

Mesi più tardi, ho aggravato il mio “like” accidentale iniziando a seguire Magdalen Burns su Twitter. Magdalen era una giovane femminista lesbica enormemente coraggiosa che stava morendo di tumore al cervello. Avevo iniziato a seguirla perché volevo contattarla direttamente, cosa che ho fatto. Comunque, siccome Magdalene era una strenua sostenitrice dell’importanza del sesso biologico, e credeva che le lesbiche non dovrebbero essere chiamate bigotte per scegliere di non uscire (nel senso di frequentare sentimentalmente, ndr) con donne trans non operate, le teste degli attivisti trans di twitter hanno unito i puntini, e il livello di vessazioni sui social media nei miei confronti è aumentato.

Ho deciso di parlare di questo solo per spiegare che sapevo perfettamente cosa sarebbe successo iniziando a sostenere Maya. Sarà stata la mia quarta o quinta cancellazione a quel punto. Mi aspettavo le minacce di violenza, che mi venisse detto che stavo letteralmente uccidendo le persone trans con il mio odio, che sarei stata chiamata stronza ecc, e ovviamente che i miei libri sarebbero stati bruciati, anche se un uomo particolarmente violento mi disse che li avrebbe compostati. continua la lettura sul sito Portus…

Chi ha scritto questo post

Libere

Libere

Siamo donne diverse per età, vita professionale e storie politiche. Molte di noi hanno fondato il grande movimento nato il 13 febbraio 2011 da un appello che si concludeva con le parole Se Non Ora Quando? Che libertà è il luogo dal quale lanciare alla società, alla politica e alla cultura la nostra nuova proposta: RIPRENDIAMOCI LA MATERNITÀ!

Commenta

Questo Sito utilizza cookies per migliorare la tua esperienza. Proseguendo nella navigazione acconsentirai al loro utilizzo. Scopri di più

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi