CHE RICOSTRUZIONE

Bisogna ripartire: dove sono le donne?

Ph. Alessandro Vitali
Ph. Alessandro Vitali
Serena Sapegno
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Di seguito l’articolo ‘Bisogna ripartire: dove sono le donne?’ scritto per noi dalla nostra Serena Sapegno sulla 27esima ora del Corriere della Sera del 26/06/2020:

Con la fine degli Stati Generali e chiusa la fase dell’ “ascolto”, dovrebbe aprirsi quella delle decisioni operative. Quante voci avranno resistito e saranno tradotte in scelte, attraverso un processo di selezione e secondo una scala di priorità? Impresa non facile, da cui dipende in buona sostanza il futuro del nostro Paese e dell’Europa. La commissione costituita dalla ministra Bonetti, composta da donne, ha steso un disegno di legge (il ‘Family Act’) poi approvato dal Consiglio dei ministri, che inizierà il suo percorso. Nella ‘task force Colao’ invece, le donne hanno raggiunto numeri accettabili solo dopo proteste e appelli. Il ‘piano Colao’, molto corposo e di ampio respiro, è stato presentato tra alterne reazioni, sia dentro il governo che nel pubblico.

Nonostante la partenza difficile, la presenza di un punto di vista delle donne si fa sentire, sia sul piano dell’analisi delle criticità della situazione italiana, che su quello delle proposte. Le gravi disuguaglianze di genere e la scarsa occupazione femminile sono infatti messe a fuoco come punti deboli dell’economia italiana che le impediscono di riprendersi dalle recenti crisi e di raggiungere i livelli di crescita degli altri paesi europei. Negli assi necessari al rafforzamento del Paese quindi, è indicata per la prima volta tra le priorità proprio la parità di genere attraverso quattro tipi di azioni positive:

1)Il contrasto agli stereotipi
2)Il sostegno e lo sviluppo della partecipazione delle donne al lavoro
3)La conciliazione dei tempi di vita e il sostegno alla genitorialità
4)Il sostegno per le donne vittime di violenza

Sono analisi e proposte importanti che cercano di entrare anche nella concretezza delle misure da adottare e nei risvolti finanziari degli investimenti necessari. Ma sono insieme ai molti altri problemi che nell’emergenza si sono manifestati con chiarezza ed è quindi fondamentale che se ne colga la valenza generale, e non li si consideri come problemi di una parte.
Tutti gli studi più recenti dimostrano esattamente il contrario: laddove le donne hanno posizioni di governo, nelle istituzioni pubbliche e private, il beneficio economico oltre che sociale e di giustizia, è indiscutibile. Dove si sostiene la conciliazione per uomini e donne e la genitorialità, il tasso di occupazione femminile sale e il declino demografico è sotto controllo. Infine l’Europa ci ha invitato molte volte a rispettare le linee guida europee su questi temi ed un investimento dei fondi europei in questa direzione sarebbe senza dubbio accolto con grande approvazione.

Non possiamo perdere questa occasione storica per raddrizzare la bilancia della ineguaglianza di genere perché in gioco è il futuro del Paese: le donne hanno dimostrato nella emergenza attuale di essere una forza enorme e indispensabile in tutti gli ambiti della vita professionale e della società. Gli ultimi dati già testimoniano delle conseguenze della crisi: mamme che lasciano il lavoro, lavori delle donne cancellati, violenza sulle donne in aumento.
Si rischia di tornare indietro di decenni, ma si può anche cogliere questa opportunità per andare avanti. Quindi non può non preoccuparci che dopo gli Stati Generali, e fino ad oggi, non abbiamo notizie che il governo abbia recepito ciò che di importante il piano Colao propone, per farne tesoro per tutto il Paese.

* Maria Serena Sapegno per SeNonOraQuando-Libere

Per leggere l’articolo sul Corriere clicca qui

Chi ha scritto questo post

Serena Sapegno

Serena Sapegno

A Roma sono nata, ho studiato e incontrato la politica e il femminismo: qui vivo ancora con il mio compagno, il figlio ha appena lasciato casa. Ma anni decisivi per me sono stati quelli passati in Inghilterra, i lunghi periodi in altri paesi come gli USA, le avventure europee. Insegno alla Sapienza Letteratura italiana e Studi di genere e lì, da quindici anni, coordino il Laboratorio di studi femministi. L’amore per la letteratura è sempre stato anche studio sulla formazione della coscienza individuale e culturale. Mi appassiona da sempre costruire imprese con altre donne per cambiare il mondo anche a nostra misura: per questo ero in DiNuovo e in Se non ora quando? e ora andiamo avanti.

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